I principi della dinamica
Prerequisiti: Il moto uniformemente accelerato
La cinematica descrive il moto; la dinamica dice perché avviene. Il ponte fra le due è un’unica idea: le forze non producono velocità, producono accelerazione.
I tre principi
Primo (inerzia). Un corpo su cui la risultante delle forze è nulla resta fermo o si muove di moto rettilineo uniforme.
Secondo. La risultante delle forze è proporzionale all’accelerazione, e la costante è la massa:
Terzo (azione e reazione). A ogni forza corrisponde una forza uguale e contraria, applicata all’altro corpo.
Le due forze del terzo principio non si annullano mai a vicenda, perché agiscono su corpi diversi. Il libro spinge il tavolo e il tavolo spinge il libro: se si annullassero, niente si muoverebbe mai.
Quando sommi le forze per il secondo principio, sommi solo quelle applicate al corpo che stai studiando. Disegnare il corpo isolato con addosso le sue forze — e nessun’altra — è il gesto che rende risolvibili i problemi di dinamica.
Le forze che si incontrano
- Forza peso: , sempre verticale verso il basso, con ;
- Reazione vincolare : la forza con cui un piano risponde, sempre perpendicolare al piano stesso;
- Attrito: parallelo alla superficie, opposto al moto (o alla tendenza al moto), ;
- Tensione di una fune, diretta lungo la fune.
Il metodo: scomporre
Quando le forze non sono tutte allineate — praticamente sempre — si sceglie un sistema di assi comodo e si scompone ogni forza lungo quegli assi. Sul piano inclinato la scelta furba è prendere gli assi paralleli e perpendicolari al piano, non orizzontale e verticale:
La componente parallela è quella che fa scivolare il blocco; la perpendicolare è bilanciata dalla reazione vincolare, .
Seno o coseno? Non impararlo a memoria: guarda il disegno e chiediti cosa succede al limite.
Con (piano orizzontale) il blocco non deve scivolare, e infatti annulla ✓. Con (piano verticale) il blocco deve cadere libero, e infatti dà ✓.
Il controllo ai casi limite decide in due secondi, e non si dimentica.
Lo stesso metodo vale ovunque le forze siano inclinate: si ricava l’angolo dalla geometria del problema e si proietta. Nel caso di un corpo su una traiettoria curva, per esempio, l’angolo fra il raggio e la verticale determina quanta parte del peso agisce lungo la direzione radiale: .
La forza centripeta non è una forza nuova
Nel moto circolare l’accelerazione è centripeta, quindi per il secondo principio serve una forza diretta al centro:
è un ruolo, non un tipo di forza. Nessun corpo è soggetto a una “forza centripeta” oltre alle altre: è una delle forze già presenti a svolgere quel compito.
| situazione | chi fa da forza centripeta |
|---|---|
| pallina legata a una fune | la tensione della fune |
| auto in curva | l’attrito degli pneumatici |
| pianeta in orbita | la forza gravitazionale |
Scrivere insieme a tensione o attrito, come se fosse un’altra forza, significa contarla due volte.
Esercizio. Un blocco di massa è appoggiato su un piano inclinato di , con coefficiente di attrito dinamico .
- Calcola le due componenti della forza peso.
- Calcola la reazione vincolare e la forza di attrito.
- Il blocco scivola? Se sì, con quale accelerazione?
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Punto 1. Con :
Punto 2. La reazione vincolare bilancia la componente perpendicolare:
Punto 3. Confronto chi spinge e chi frena: , quindi sì, scivola. La risultante lungo il piano vale:
Verifica. L’accelerazione deve essere minore di quella che avrebbe senza attrito (): ✓. E deve essere positiva, altrimenti il blocco resterebbe fermo e l’attrito statico basterebbe a trattenerlo.