Urti ed esplosioni
Prerequisiti: Quantità di moto e impulso, Il lavoro e l'energia
Durante un urto le forze in gioco sono enormi, durano pochi millisecondi e nessuno le conosce. Eppure gli esercizi sugli urti si risolvono — e si risolvono senza sapere niente di quelle forze. Il motivo è che le forze interne, per il terzo principio, si presentano sempre a coppie uguali e opposte: sommate su tutto il sistema, si annullano.
Il caso
Un vagone di 3,0 kg che viaggia a 4,0 m/s ne tampona uno di 1,0 kg fermo, e i due restano agganciati. A che velocità procedono dopo?
Non serve sapere quanto vale la forza dell’aggancio né quanto dura: basta che sul sistema dei due vagoni insieme non agiscano forze esterne apprezzabili.
La regola
In un sistema isolato la quantità di moto totale si conserva. E basta anche una condizione più debole, che è quella che gli esercizi usano davvero: durante l’urto le forze esterne — gravità, attrito — ci sono, ma agiscono per un così breve che il loro impulso è trascurabile rispetto alla quantità di moto scambiata nell’urto — cioè al di uno dei due corpi, non a quello totale, che è proprio la quantità che stiamo dicendo essere nulla (il criterio della lezione sull’impulso). È questo che autorizza il metodo a due fasi che chiude la lezione: conservare nell’istante dell’urto anche quando il sistema, su tempi lunghi, isolato non è — un pendolo che poi risale, un blocco che poi striscia. Applicata al caso:
I tre casi
| tipo di urto | quantità di moto | energia cinetica | dopo l’urto |
|---|---|---|---|
| elastico | si conserva | si conserva | i corpi si separano |
| anelastico | si conserva | in parte dissipata | si separano |
| completamente anelastico | si conserva | dissipata al massimo | procedono insieme |
| esplosione | si conserva | aumenta | il corpo si divide |
La quantità di moto si conserva in tutti i casi; l’energia cinetica no. È l’unica frase da ricordare: quello che distingue i tipi di urto non è — è che fine fa .
Nell’urto anelastico l’energia se ne va in calore e deformazione. Nell’esplosione arriva dall’interno (una molla, una carica), quindi cresce: l’energia non si crea, era immagazzinata.
Non scrivere la conservazione dell’energia cinetica in un urto anelastico.
Attenzione a leggere bene la prima: la quantità di moto si conserva sempre, ma scritta con una sola comune descrive il caso in cui i corpi procedono insieme. Negli urti in cui si separano il secondo membro ha due velocità distinte, .
Imporre anche la seconda porta a una conclusione sola: , cioè i due corpi viaggiavano già alla stessa velocità e l’urto non è avvenuto. Il segnale d’allarme, in un compito, è un esercizio che “non torna” pur avendo applicato due leggi entrambe giuste.
L’urto elastico frontale
Qui valgono entrambe le conservazioni, e il sistema che ne esce è di secondo grado. Risolverlo ogni volta è una perdita di tempo: combinando le due equazioni si ottiene una relazione lineare, molto più comoda.
Detta a parole: la velocità relativa si inverte. I due corpi si allontanano con la stessa rapidità con cui si erano avvicinati.
Nel caso particolare in cui il secondo corpo è fermo (), risolvendo si trova:
Due letture immediate di queste formule:
- se : e — si scambiano le velocità (il biliardo);
- se : — il corpo leggero rimbalza indietro quasi con la stessa velocità (una pallina contro un muro).
Le esplosioni
Sono un urto al contrario: un corpo fermo si divide. La quantità di moto iniziale è nulla, quindi quella finale deve esserlo:
I due pezzi partono in versi opposti, e il più leggero è il più veloce: è il rinculo di un cannone, il salto di due pattinatori che si spingono, il gas espulso da un razzo.
Quando un esercizio combina un urto con un’altezza o una compressione, il metodo è spezzarlo in due fasi: la quantità di moto per l’urto (che dura un istante), l’energia per il prima e per il dopo (salita, molla, attrito). Usare l’energia durante l’urto anelastico è l’errore; usarla prima o dopo è quasi sempre la chiave.
Esercizio.
- Un corpo di 2,0 kg a 6,0 m/s urta in modo completamente anelastico un corpo di 4,0 kg fermo. Calcola la velocità finale e l’energia cinetica dissipata.
- Due biglie di uguale massa: la prima arriva a 3,0 m/s, la seconda è ferma. L’urto è elastico: quali sono le velocità finali?
- Un corpo di 5,0 kg inizialmente fermo esplode in due pezzi: uno di 2,0 kg parte a 6,0 m/s. Calcola la velocità dell’altro.
- Un cannone di 1500 kg spara un proiettile di 5,0 kg a 300 m/s. Calcola la velocità di rinculo.
Mostra la soluzione
1. Conservazione della quantità di moto:
Energia cinetica prima e dopo:
Dissipata: , cioè due terzi del totale.
2. Masse uguali con bersaglio fermo: si scambiano le velocità.
La prima si ferma, la seconda riparte a 3,0 m/s.
3. L’altro pezzo ha massa kg. Da :
Il segno meno dice il verso: opposto al primo pezzo.
4. Stessa struttura:
Verifica. Nel punto 1 l’energia dissipata deve essere positiva e minore di : 24 J su 36 J ✓. Se in un urto anelastico ti esce , hai sbagliato un conto — l’energia può solo diminuire, a meno che qualcosa dentro al sistema la stesse immagazzinando (ed è l’esplosione, non l’urto).