Quantità di moto e impulso
Prerequisiti: I principi della dinamica, Il moto uniformemente accelerato
Due corpi con la stessa velocità non sono ugualmente difficili da fermare: un camion a 50 km/h e una bicicletta a 50 km/h chiedono cose molto diverse ai freni. La grandezza che tiene conto di entrambe — quanto va veloce e quanta massa ha — è la quantità di moto.
Il caso
Una persona di 60 kg entra in acqua a 8,0 m/s e l’acqua la ferma in 2,0 s. Qual è la forza media risultante che ha agito su di lei?
Con le formule della dinamica servirebbe l’accelerazione istante per istante, che non si conosce: l’acqua frena in modo tutt’altro che uniforme. Ma per la forza media basta guardare quanto è cambiata la quantità di moto.
La regola
È un vettore: ha la direzione e il verso della velocità. Se il moto non è lungo un asse, si lavora per componenti, esattamente come con le forze:
L’azione di una forza per un certo tempo si chiama impulso:
e il legame fra i due è il teorema dell’impulso:
Da dove viene
Non è una legge nuova: è il secondo principio riscritto.
- , e l’accelerazione è ;
- sostituendo: ;
- cioè , e moltiplicando per : .
Il passaggio dalla seconda alla terza riga vale finché la massa è costante, che è il caso di tutti gli esercizi di questa lezione. Il vantaggio della forma è operativo: non serve conoscere l’accelerazione istante per istante, bastano lo stato iniziale e quello finale — cioè esattamente quello che si sa di un urto.
Tornando al caso: la persona passa da (verso il basso) a .
dà la forza risultante, non la forza di un singolo corpo.
Se la domanda fosse stata “che forza fa l’acqua?”, la risposta non sarebbe 240 N: in quei 2,0 s agisce anche il peso, verso il basso. Con l’asse positivo verso l’alto:
Quando si può ignorare il peso? Quando il suo impulso è piccolo rispetto a , cioè . Nel rimbalzo di una pallina ( s) vale il 2% e si butta via senza pensarci; qui s e l’impulso del peso è più del doppio di : ignorarlo sbaglia di oltre un fattore 3.
A parità di , allungare riduce la forza. È tutta la sicurezza passiva in una riga: airbag, casco, zone deformabili, il tappeto sotto un saltatore. Nessuno di questi oggetti cambia la quantità di moto da smaltire — la spalmano su più tempo, e la forza scende in proporzione.
Due grafici che si confondono
Su un grafico – conta l’area; su un grafico – conta la pendenza.
Sono la stessa relazione letta nei due versi, ma l’errore di prendere l’area quando serve la pendenza (o viceversa) è il più frequente in assoluto su questi esercizi. Il modo per non sbagliare: guarda cosa c’è sull’asse verticale prima di decidere cosa calcolare.
Il segno, quando il verso cambia
Se il corpo torna indietro, e hanno segni opposti. La formula da usare resta sempre la stessa, , con le velocità prese col loro segno: è la sottrazione di un numero negativo a produrre la somma.
I due contributi si sommano: fermare una palla e rimandarla indietro richiede più impulso che fermarla soltanto. Il passaggio dove si sbaglia è scrivere al posto di dentro la formula, perdendo il segno.
Esercizio.
- Calcola la quantità di moto di un’auto di 1500 kg che viaggia a 20 m/s.
- Una palla di 0,40 kg arriva contro un muro a 12 m/s e rimbalza a 8,0 m/s in verso opposto. Il contatto dura 0,050 s: calcola la forza media.
- Su un corpo di 2,0 kg inizialmente fermo agisce una forza costante di 6,0 N per 3,0 s. Calcola l’impulso e la velocità finale.
- Un corpo di 2,0 kg si muove a 10 m/s in una direzione che forma 30° con l’asse . Calcola le componenti della quantità di moto.
Mostra la soluzione
1. Applicazione diretta:
2. Asse positivo nel verso del rimbalzo: , .
Chi calcola ha dimenticato il cambio di verso e sbaglia di un fattore 5.
3. L’impulso è forza per tempo; poi il teorema dell’impulso dà la velocità.
4. Prima il modulo, poi le componenti:
Verifica. Due controlli, perché catturano errori diversi.
Il primo smaschera il seno scambiato col coseno — un errore che Pitagora non vede, perché scambiare le due componenti lascia identico. Il controllo giusto è quello del piano inclinato: il confronto fra le componenti. Con la componente col coseno deve essere la più grande, cioè — e infatti ✓.
Il secondo, Pitagora, controlla i conti: le componenti devono ricomporre il modulo, e conviene farlo con i valori esatti invece che con quelli arrotondati:
(Ripetendolo con al posto di si ottiene : non è un errore, è l’arrotondamento — motivo per cui le verifiche si fanno prima di arrotondare.)