filoconduttore

Le potenze in regime alternato

Superiori — triennioAggiornata: 6 agosto 2026

Prerequisiti: Reattanze e impedenza

In continua la potenza era una sola: P=VIP = V I. In alternata tensione e corrente sono sfasate, e quel prodotto va diviso in due parti — una che produce lavoro e una che va avanti e indietro senza produrre nulla. Da questa distinzione dipende quanto paghi la bolletta.

Le tre potenze

Potenza attiva PP — quella che si trasforma davvero in lavoro o calore:

P=VIcosφ[W]P = V\,I \cos\varphi \qquad [\text{W}]

Potenza reattiva QQ — quella che oscilla fra generatore e carico senza essere consumata, scambiata dai campi di condensatori e induttori:

Q=VIsinφ[var]Q = V\,I \sin\varphi \qquad [\text{var}]

Potenza apparente SS — il prodotto secco di tensione e corrente efficaci, quella che il generatore e i cavi devono comunque sostenere:

S=VI=P2+Q2[VA]S = V\,I = \sqrt{P^2 + Q^2} \qquad [\text{VA}]

Le unità sono diverse apposta (W, var, VA) proprio per non confonderle: dimensionalmente sono la stessa cosa, fisicamente no.

Triangolo delle potenze: P sul cateto orizzontale, Q sul verticale, S come ipotenusa

Il triangolo delle potenze è lo stesso triangolo delle impedenze moltiplicato per I2I^2: stessa forma, stesso angolo φ\varphi.

Il fattore di potenza

cosφ=PS\cos\varphi = \frac{P}{S}

Il cosφ\cos\varphi si chiama fattore di potenza: dice quale frazione della potenza messa in gioco viene effettivamente usata. Vale al massimo 1, e φ\varphi è l’angolo compreso fra tensione e corrente — lo stesso del triangolo delle impedenze.

cosφ\cos\varphisignificato
11carico puramente resistivo: tutta la potenza è attiva
0,90{,}9il 90% di quanto transita fa lavoro
00carico puramente reattivo: nessuna potenza utile

Un carico puramente reattivo assorbe corrente ma potenza attiva nulla: succede quando lo sfasamento è di 90°, perché cos90°=0\cos 90° = 0.

φ=π2+kπP=0\varphi = \frac{\pi}{2} + k\pi \quad\Longrightarrow\quad P = 0

Non vuol dire che non passa corrente — passa eccome, e scalda i cavi. Vuol dire che quella corrente non produce lavoro: va e torna. È esattamente il motivo per cui la potenza reattiva è un problema anche se “non si consuma”.

Perché si rifasa

I motori elettrici, che sono carichi induttivi, hanno cosφ\cos\varphi basso — tipicamente 0,7-0,8. A parità di potenza attiva richiesta, questo significa più corrente:

I=PVcosφI = \frac{P}{V \cos\varphi}

Più corrente vuol dire cavi più grossi, più perdite per effetto Joule (Ppersa=RI2P_{persa} = R I^2) e, per le utenze industriali, penali in bolletta.

Il rimedio si chiama rifasamento: si mettono condensatori in parallelo al carico. La loro potenza reattiva è di segno opposto a quella dell’induttore, quindi la QQ complessiva cala, φ\varphi si riduce e il cosφ\cos\varphi si avvicina a 1 — senza cambiare la potenza attiva.

Rifasare non riduce il consumo: riduce la corrente necessaria a fornire lo stesso consumo. La PP resta quella, cala la SS. È il motivo per cui conviene all’utente (meno perdite, meno penali) e al distributore (meno corrente sulla rete).

Esercizio. Un motore monofase assorbe P=2,2 kWP = 2{,}2\ \text{kW} da una rete a 230 V230\ \text{V} con cosφ=0,7\cos\varphi = 0{,}7.

  1. Calcola la corrente assorbita.
  2. Calcola potenza apparente e reattiva.
  3. Quanta corrente assorbirebbe, a parità di PP, se fosse rifasato a cosφ=0,95\cos\varphi = 0{,}95?
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Punto 1. Dalla definizione di potenza attiva, ricavando II:

I=PVcosφ=22002300,713,7 AI = \frac{P}{V\cos\varphi} = \frac{2200}{230 \cdot 0{,}7} \approx 13{,}7\ \text{A}

Punto 2.

S=VI=23013,73150 VA=3,15 kVAS = V I = 230 \cdot 13{,}7 \approx 3150\ \text{VA} = 3{,}15\ \text{kVA}

Per la reattiva, con cosφ=0,7\cos\varphi = 0{,}7 si ha φ45,6°\varphi \approx 45{,}6° e sinφ0,714\sin\varphi \approx 0{,}714:

Q=VIsinφ31500,7142250 varQ = V I \sin\varphi \approx 3150 \cdot 0{,}714 \approx 2250\ \text{var}

(Controllo alternativo: Q=S2P2=31502220022254Q = \sqrt{S^2 - P^2} = \sqrt{3150^2 - 2200^2} \approx 2254 var ✓)

Punto 3. La potenza attiva non cambia, cambia solo il fattore di potenza:

I=22002300,9510,1 AI' = \frac{2200}{230 \cdot 0{,}95} \approx 10{,}1\ \text{A}

Verifica. La corrente è calata da 13,7 a 10,1 A, cioè del 26%, pur erogando la stessa potenza utile. Le perdite nei cavi, che vanno con I2I^2, calano di circa il 45%: è tutto il senso del rifasamento.