filoconduttore

La funzione di trasferimento e la risposta in frequenza

UniversitàAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Reattanze e impedenza, Forma trigonometrica ed esponenziale, I logaritmi, Trasformata di laplace (in preparazione)

In un sistema lineare il legame fra ingresso e uscita è un’equazione differenziale: scomoda da scrivere e peggio da risolvere ogni volta che cambia il segnale d’ingresso. Il mestiere dei controlli comincia con un cambio di punto di vista che toglie di mezzo il problema — si smette di lavorare nel tempo e si passa alla frequenza.

Il caso

Un circuito RC: resistenza in serie, condensatore verso massa, uscita ai capi del condensatore. Che cosa fa a un segnale che entra?

Nel dominio del tempo bisognerebbe risolvere i=Cdvdti = C\frac{dv}{dt} per ogni forma d’onda. Con le impedenze, invece, il circuito è un semplice partitore di tensione:

Vout=VinZCZR+ZCV_{\text{out}} = V_{\text{in}}\,\frac{Z_C}{Z_R + Z_C}

La funzione di trasferimento

Si chiama funzione di trasferimento il rapporto fra uscita e ingresso:

G(s)=Vout(s)Vin(s)G(s) = \frac{V_{\text{out}}(s)}{V_{\text{in}}(s)}

Nel dominio di Laplace l’impedenza del condensatore è ZC=1sCZ_C = \frac{1}{sC}, quindi

G(s)=1sCR+1sC=11+sRCG(s) = \frac{\frac{1}{sC}}{R + \frac{1}{sC}} = \frac{1}{1 + sRC}

Il prodotto RCRC ha le dimensioni di un tempo: è la costante di tempo τ\tau, e il suo inverso è la pulsazione caratteristica ω0=1RC\omega_0 = \frac{1}{RC}.

Un nome che serve subito: il valore di ss che annulla il denominatore si chiama polo — qui ce n’è uno, in s=1τs = -\frac{1}{\tau}. I poli sono la carta d’identità del sistema: quanti sono e dove stanno decide la pendenza dei diagrammi qui sotto, e nella prossima lezione si conteranno per giudicare la stabilità.

La funzione di trasferimento è una proprietà del sistema, non del segnale. Scritta una volta, risponde per qualunque ingresso — mentre l’equazione differenziale va risolta da capo ogni volta. È tutto il guadagno del passaggio in frequenza.

Perché si scrive s=jωs = j\omega

La variabile ss di Laplace è in generale complessa, s=σ+jωs = \sigma + j\omega. La parte reale σ\sigma descrive come il transitorio si smorza; se interessa solo il comportamento a regime, cioè quando il sistema oscilla stabilmente alla frequenza che gli si dà in ingresso, si trascura σ\sigma e resta

s=jωs = j\omega G(jω)=11+jωω0G(j\omega) = \frac{1}{1 + j\frac{\omega}{\omega_0}}

A questo punto G(jω)G(j\omega) è un numero complesso che dipende dalla frequenza, e i due dati che lo descrivono sono esattamente quelli visti con i numeri complessi:

  • il modulo, che dice di quanto l’ampiezza viene moltiplicata;
  • l’argomento, che dice di quanto l’uscita è sfasata rispetto all’ingresso.
G(jω)=11+(ωω0)2\lvert G(j\omega)\rvert = \frac{1}{\sqrt{1 + \left(\frac{\omega}{\omega_0}\right)^2}}

I due limiti

limω0G=11+0=1limωG=0\lim_{\omega \to 0} \lvert G\rvert = \frac{1}{\sqrt{1+0}} = 1 \qquad\qquad \lim_{\omega \to \infty} \lvert G\rvert = 0

Alle frequenze basse l’uscita è uguale all’ingresso; a quelle alte non passa niente. È un filtro passa-basso, e non c’era bisogno di risolvere nessuna equazione differenziale per saperlo.

Il valore del primo limite ha un nome che tornerà di continuo: è il guadagno statico, ciò che il sistema fa a un ingresso costante — qui vale 11, ma in generale è il primo numero che si legge di una GG.

Il guadagno in decibel

Il modulo si esprime in decibel, cioè in scala logaritmica:

G(jω)dB=20log10G(jω)\lvert G(j\omega)\rvert_{\text{dB}} = 20 \log_{10} \lvert G(j\omega)\rvert

Tre valori da saper leggere al volo:

moduloin dBsignificato
1100 dBl’uscita è uguale all’ingresso
120,707\frac{1}{\sqrt{2}} \approx 0{,}7073-3 dBè il ginocchio: ω=ω0\omega = \omega_0
110\frac{1}{10}20-20 dBl’ampiezza è un decimo

00 dB non significa uscita nulla: significa uscita uguale all’ingresso.

20log10(1)=0 dBguadagno unitariouscita=0sarebbe  dB\underbrace{20\log_{10}(1) = 0\ \text{dB}}_{\text{guadagno unitario}} \qquad\neq\qquad \underbrace{\text{uscita} = 0}_{\text{sarebbe } -\infty\ \text{dB}}

Lo zero del decibel sta dove il logaritmo si annulla, cioè a guadagno uno. Un’uscita davvero nulla in decibel non è rappresentabile: tende a meno infinito.

Il diagramma di Bode

Diagramma di Bode del modulo per un passa-basso: tratto orizzontale a 0 dB fino alla pulsazione di taglio, poi pendenza di meno 20 dB per decade, con il punto a meno 3 dB sul ginocchio

Per ωω0\omega \gg \omega_0 il termine sotto radice è dominato da ωω0\frac{\omega}{\omega_0}, quindi

GdB20log10ωω0\lvert G\rvert_{\text{dB}} \approx -20\log_{10}\frac{\omega}{\omega_0}

e basta sostituire per vedere la regola:

ω=10ω020 dBω=100ω040 dBω=1000ω060 dB\omega = 10\,\omega_0 \rightarrow -20\ \text{dB} \qquad \omega = 100\,\omega_0 \rightarrow -40\ \text{dB} \qquad \omega = 1000\,\omega_0 \rightarrow -60\ \text{dB}

In scala logaritmica quei punti sono allineati: la curva diventa una retta con pendenza 20-20 dB/decade. È il motivo per cui i diagrammi di Bode si tracciano con la riga — si disegnano gli asintoti, e la curva vera li segue passando 3 dB sotto il ginocchio.

Le pendenze si sommano. Un sistema con due poli scende a 40-40 dB/decade, con tre a 60-60: nel diagramma di Bode una cascata di blocchi si tratta sommando i contributi, perché il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi. È la stessa proprietà dei logaritmi, usata come strumento di disegno.

Esercizio.

  1. Un filtro RC ha R=10 kΩR = 10\ \text{k}\Omega e C=100 nFC = 100\ \text{nF}. Calcola ω0\omega_0 e la frequenza di taglio f0f_0.
  2. Quanto vale il guadagno in dB alla pulsazione di taglio?
  3. Per G(s)=11+s500G(s) = \dfrac{1}{1 + \frac{s}{500}}, quanto vale il guadagno in dB a ω=5000 rad/s\omega = 5000\ \text{rad/s}?
  4. Calcola il guadagno statico di G(s)=201+s100G(s) = \dfrac{20}{1 + \frac{s}{100}} ed esprimilo in dB.
Mostra la soluzione

1. La costante di tempo è τ=RC=104107=103\tau = RC = 10^4 \cdot 10^{-7} = 10^{-3} s.

ω0=1τ=1000 rad/sf0=ω02π159 Hz\omega_0 = \frac{1}{\tau} = 1000\ \text{rad/s} \qquad f_0 = \frac{\omega_0}{2\pi} \approx 159\ \text{Hz}

2. Alla pulsazione di taglio il modulo vale 12\frac{1}{\sqrt{2}}:

20log10123 dB20\log_{10}\frac{1}{\sqrt{2}} \approx -3\ \text{dB}

3. Qui ω0=500\omega_0 = 500 rad/s, quindi ω=10ω0\omega = 10\,\omega_0: siamo una decade oltre il ginocchio, sull’asintoto a 20-20 dB/decade.

GdB20 dB\lvert G\rvert_{\text{dB}} \approx -20\ \text{dB}

4. Il guadagno statico è il valore per ω0\omega \to 0, cioè s0s \to 0:

K=lims0G(s)=2020log102026 dBK = \lim_{s\to 0} G(s) = 20 \qquad 20\log_{10} 20 \approx 26\ \text{dB}

Verifica. Il punto 3 si controlla col valore esatto invece che con l’asintoto: G=1/1+1000,0995\lvert G\rvert = 1/\sqrt{1+100} \approx 0{,}0995, cioè 20,04-20{,}04 dB ✓. L’asintoto sbaglia di quattro centesimi di decibel già a una decade dal ginocchio: è il motivo per cui, in pratica, si disegna solo quello.