La funzione di trasferimento e la risposta in frequenza
Prerequisiti: Reattanze e impedenza, Forma trigonometrica ed esponenziale, I logaritmi, Trasformata di laplace (in preparazione)
In un sistema lineare il legame fra ingresso e uscita è un’equazione differenziale: scomoda da scrivere e peggio da risolvere ogni volta che cambia il segnale d’ingresso. Il mestiere dei controlli comincia con un cambio di punto di vista che toglie di mezzo il problema — si smette di lavorare nel tempo e si passa alla frequenza.
Il caso
Un circuito RC: resistenza in serie, condensatore verso massa, uscita ai capi del condensatore. Che cosa fa a un segnale che entra?
Nel dominio del tempo bisognerebbe risolvere per ogni forma d’onda. Con le impedenze, invece, il circuito è un semplice partitore di tensione:
La funzione di trasferimento
Si chiama funzione di trasferimento il rapporto fra uscita e ingresso:
Nel dominio di Laplace l’impedenza del condensatore è , quindi
Il prodotto ha le dimensioni di un tempo: è la costante di tempo , e il suo inverso è la pulsazione caratteristica .
Un nome che serve subito: il valore di che annulla il denominatore si chiama polo — qui ce n’è uno, in . I poli sono la carta d’identità del sistema: quanti sono e dove stanno decide la pendenza dei diagrammi qui sotto, e nella prossima lezione si conteranno per giudicare la stabilità.
La funzione di trasferimento è una proprietà del sistema, non del segnale. Scritta una volta, risponde per qualunque ingresso — mentre l’equazione differenziale va risolta da capo ogni volta. È tutto il guadagno del passaggio in frequenza.
Perché si scrive
La variabile di Laplace è in generale complessa, . La parte reale descrive come il transitorio si smorza; se interessa solo il comportamento a regime, cioè quando il sistema oscilla stabilmente alla frequenza che gli si dà in ingresso, si trascura e resta
A questo punto è un numero complesso che dipende dalla frequenza, e i due dati che lo descrivono sono esattamente quelli visti con i numeri complessi:
- il modulo, che dice di quanto l’ampiezza viene moltiplicata;
- l’argomento, che dice di quanto l’uscita è sfasata rispetto all’ingresso.
I due limiti
Alle frequenze basse l’uscita è uguale all’ingresso; a quelle alte non passa niente. È un filtro passa-basso, e non c’era bisogno di risolvere nessuna equazione differenziale per saperlo.
Il valore del primo limite ha un nome che tornerà di continuo: è il guadagno statico, ciò che il sistema fa a un ingresso costante — qui vale , ma in generale è il primo numero che si legge di una .
Il guadagno in decibel
Il modulo si esprime in decibel, cioè in scala logaritmica:
Tre valori da saper leggere al volo:
| modulo | in dB | significato |
|---|---|---|
| dB | l’uscita è uguale all’ingresso | |
| dB | è il ginocchio: | |
| dB | l’ampiezza è un decimo |
dB non significa uscita nulla: significa uscita uguale all’ingresso.
Lo zero del decibel sta dove il logaritmo si annulla, cioè a guadagno uno. Un’uscita davvero nulla in decibel non è rappresentabile: tende a meno infinito.
Il diagramma di Bode
Per il termine sotto radice è dominato da , quindi
e basta sostituire per vedere la regola:
In scala logaritmica quei punti sono allineati: la curva diventa una retta con pendenza dB/decade. È il motivo per cui i diagrammi di Bode si tracciano con la riga — si disegnano gli asintoti, e la curva vera li segue passando 3 dB sotto il ginocchio.
Le pendenze si sommano. Un sistema con due poli scende a dB/decade, con tre a : nel diagramma di Bode una cascata di blocchi si tratta sommando i contributi, perché il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi. È la stessa proprietà dei logaritmi, usata come strumento di disegno.
Esercizio.
- Un filtro RC ha e . Calcola e la frequenza di taglio .
- Quanto vale il guadagno in dB alla pulsazione di taglio?
- Per , quanto vale il guadagno in dB a ?
- Calcola il guadagno statico di ed esprimilo in dB.
Mostra la soluzione
1. La costante di tempo è s.
2. Alla pulsazione di taglio il modulo vale :
3. Qui rad/s, quindi : siamo una decade oltre il ginocchio, sull’asintoto a dB/decade.
4. Il guadagno statico è il valore per , cioè :
Verifica. Il punto 3 si controlla col valore esatto invece che con l’asintoto: , cioè dB ✓. L’asintoto sbaglia di quattro centesimi di decibel già a una decade dal ginocchio: è il motivo per cui, in pratica, si disegna solo quello.