Il partitore di tensione
Prerequisiti: La legge di Ohm
Il partitore di tensione è la configurazione più ricorrente di tutta l’elettronica: due resistenze in serie alimentate da una sorgente. Serve a ottenere, da una tensione disponibile, una tensione più bassa in rapporto fissato.
La formula
La tensione ai capi di vale:
La tensione di uscita è quindi una frazione di quella d’ingresso: il rapporto è sempre minore di 1 e non dipende dal valore assoluto delle resistenze, ma solo dal loro rapporto.
Da dove viene
Le due resistenze sono in serie, quindi sono attraversate dalla stessa corrente . Applicando la legge di Ohm all’intera serie e poi alla sola :
Nient’altro: la formula del partitore è la legge di Ohm applicata due volte.
Attenzione al carico
La formula vale solo se dall’uscita non esce corrente. Se colleghi un carico in parallelo a , la resistenza vista diventa , che è minore di : la tensione di uscita cala. È l’errore più comune in laboratorio: il partitore misurato “a vuoto” dà un valore, appena colleghi il circuito a valle ne dà un altro.
Regola pratica: il partitore regge bene il carico quando (almeno un fattore 10).
Esercizio. Un partitore è alimentato da con e .
- Calcola a vuoto.
- Calcola con un carico collegato in parallelo a .
Mostra la soluzione
Punto 1. Applico direttamente la formula del partitore:
Punto 2. Prima calcolo il parallelo tra e il carico:
Poi riapplico il partitore con la nuova resistenza:
Il carico ha fatto scendere l’uscita da V a V: è l’effetto descritto nel paragrafo sul carico. Con dieci volte più grande di l’errore sarebbe stato di pochi punti percentuali.