filoconduttore

Carica e scarica del condensatore

Superiori — triennioAggiornata: 6 agosto 2026

Prerequisiti: La legge di Ohm

Finché in un circuito ci sono solo resistenze, chiudere un interruttore cambia tutto istantaneamente. Con un condensatore no: la tensione ci mette un tempo a salire, e quel tempo è calcolabile. È il primo circuito in cui il tempo entra nei conti.

Il legame corrente–tensione

Tutto il comportamento del condensatore sta in una relazione:

iC=CdVdti_C = C\,\frac{dV}{dt}

o, se preferisci ragionare a variazioni finite, iC=CΔVΔti_C = C\,\dfrac{\Delta V}{\Delta t}.

Letta a parole: la corrente non dipende dalla tensione, ma da quanto in fretta la tensione cambia. Un condensatore con una tensione enorme ma ferma non fa passare corrente; uno con una tensione piccola che varia velocemente sì.

Da qui segue subito il comportamento in continua, un passo alla volta:

  • il potenziale è costante nel tempo
  • quindi dVdt=0\dfrac{dV}{dt} = 0 — attenzione: non è la tensione a essere nulla, è la sua variazione
  • quindi iC=0i_C = 0
  • quindi in regime continuo il condensatore si comporta come un circuito aperto

Confronto: un segnale continuo viene bloccato dal condensatore, un segnale alternato lo attraversa

Il condensatore è un filtro per le correnti continue: le blocca e lascia passare le variazioni. È il motivo per cui lo trovi ovunque serva separare un segnale dalla sua componente continua.

Il circuito RC e la costante di tempo

Il caso canonico: un generatore EE, una resistenza RR e un condensatore CC in serie, con un interruttore che si chiude a t=0t = 0 e il condensatore inizialmente scarico.

Circuito RC serie con interruttore che chiude a t=0, e curva di carica esponenziale della tensione sul condensatore

La tensione sul condensatore durante la carica vale:

vC(t)=E(1et/τ)conτ=RCv_C(t) = E\left(1 - e^{-t/\tau}\right) \qquad\text{con}\qquad \tau = R\,C

e durante la scarica (generatore escluso, condensatore inizialmente carico a V0V_0):

vC(t)=V0et/τv_C(t) = V_0\,e^{-t/\tau}

La quantità τ=RC\tau = RC è la costante di tempo: si misura in secondi ed è l’unica cosa che decide quanto dura il transitorio. Vale la pena verificarne le unità: [Ω][F]=s[\Omega]\cdot[\text{F}] = \text{s}.

Numeri da tenere a mente, che valgono per qualsiasi RC:

tempo trascorsocarica completata
t=τt = \tau63%
t=3τt = 3\tau95%
t=5τt = 5\tau99% — si considera finito

Le due formule si confondono di continuo. Distinguile dal valore di partenza, non dal segno:

vC(t)=E(1et/τ)carica: parte da 0, sale verso EvC(t)=V0et/τscarica: parte da V0, scende a 0\underbrace{v_C(t) = E\left(1 - e^{-t/\tau}\right)}_{\text{carica: parte da } 0 \text{, sale verso } E} \qquad\neq\qquad \underbrace{v_C(t) = V_0\,e^{-t/\tau}}_{\text{scarica: parte da } V_0 \text{, scende a } 0}

Controllo in due secondi: sostituisci t=0t = 0 e guarda se viene fuori il valore iniziale giusto.

I due istanti che risolvono l’esercizio

Quasi tutti gli esercizi si risolvono senza toccare l’esponenziale, guardando solo i due estremi:

  • t=0+t = 0^+ (subito dopo la commutazione): la tensione sul condensatore non può saltare, quindi vale quanto valeva un istante prima. Se era scarico, vC=0v_C = 0 e il condensatore si comporta come un cortocircuito.
  • tt \to \infty (regime): non c’è più variazione, quindi iC=0i_C = 0 e il condensatore è un circuito aperto.

Sostituisci il condensatore con un cortocircuito a t=0+t = 0^+ e con un circuito aperto a regime: restano due reti puramente resistive, che sai già risolvere. L’esponenziale serve solo se ti chiedono un valore durante il transitorio.

Esercizio. Nel circuito RC in figura: E=10 VE = 10\ \text{V}, R=10 kΩR = 10\ \text{k}\Omega, C=4,7 μFC = 4{,}7\ \mu\text{F}. Il condensatore è inizialmente scarico e l’interruttore chiude a t=0t=0.

  1. Calcola la costante di tempo τ\tau.
  2. Calcola vCv_C subito dopo la chiusura e a regime.
  3. Calcola vCv_C dopo 100 ms.
  4. Dopo quanto tempo il transitorio si può considerare finito?
Mostra la soluzione

Punto 1. Costante di tempo:

τ=RC=101034,7106=47103=47 ms\tau = R\,C = 10 \cdot 10^{3} \cdot 4{,}7 \cdot 10^{-6} = 47 \cdot 10^{-3} = 47\ \text{ms}

Punto 2. I due estremi, senza esponenziali. A t=0+t = 0^+ il condensatore era scarico e la tensione non può saltare: vC(0+)=0v_C(0^+) = 0 (si comporta da cortocircuito). A regime non c’è più variazione, quindi iC=0i_C = 0: nessuna caduta su RR, e tutta la tensione del generatore finisce sul condensatore, vC()=E=10 Vv_C(\infty) = E = 10\ \text{V}.

Punto 3. Qui serve la formula di carica, con t=100t = 100 ms e τ=47\tau = 47 ms:

vC(100 ms)=10(1e100/47)=10(1e2,13)10(10,119)8,8 Vv_C(100\ \text{ms}) = 10\left(1 - e^{-100/47}\right) = 10\left(1 - e^{-2{,}13}\right) \approx 10\,(1 - 0{,}119) \approx 8{,}8\ \text{V}

Ha senso: 100 ms sono poco più di due costanti di tempo, e a 2τ2\tau la carica è all’86% circa.

Punto 4. Con la regola dei cinque τ\tau:

tfine5τ=547=235 mst_{\text{fine}} \approx 5\tau = 5 \cdot 47 = 235\ \text{ms}

Verifica. Nota che il risultato del punto 3 sta tra i due estremi del punto 2 (0<8,8<100 < 8{,}8 < 10) e più vicino al valore finale che a quello iniziale, com’è giusto dopo due costanti di tempo. Se ti fosse venuto un valore fuori da quell’intervallo, l’errore sarebbe nell’esponente.