Carica e scarica del condensatore
Prerequisiti: La legge di Ohm
Finché in un circuito ci sono solo resistenze, chiudere un interruttore cambia tutto istantaneamente. Con un condensatore no: la tensione ci mette un tempo a salire, e quel tempo è calcolabile. È il primo circuito in cui il tempo entra nei conti.
Il legame corrente–tensione
Tutto il comportamento del condensatore sta in una relazione:
o, se preferisci ragionare a variazioni finite, .
Letta a parole: la corrente non dipende dalla tensione, ma da quanto in fretta la tensione cambia. Un condensatore con una tensione enorme ma ferma non fa passare corrente; uno con una tensione piccola che varia velocemente sì.
Da qui segue subito il comportamento in continua, un passo alla volta:
- il potenziale è costante nel tempo
- quindi — attenzione: non è la tensione a essere nulla, è la sua variazione
- quindi
- quindi in regime continuo il condensatore si comporta come un circuito aperto
Il condensatore è un filtro per le correnti continue: le blocca e lascia passare le variazioni. È il motivo per cui lo trovi ovunque serva separare un segnale dalla sua componente continua.
Il circuito RC e la costante di tempo
Il caso canonico: un generatore , una resistenza e un condensatore in serie, con un interruttore che si chiude a e il condensatore inizialmente scarico.
La tensione sul condensatore durante la carica vale:
e durante la scarica (generatore escluso, condensatore inizialmente carico a ):
La quantità è la costante di tempo: si misura in secondi ed è l’unica cosa che decide quanto dura il transitorio. Vale la pena verificarne le unità: .
Numeri da tenere a mente, che valgono per qualsiasi RC:
| tempo trascorso | carica completata |
|---|---|
| 63% | |
| 95% | |
| 99% — si considera finito |
Le due formule si confondono di continuo. Distinguile dal valore di partenza, non dal segno:
Controllo in due secondi: sostituisci e guarda se viene fuori il valore iniziale giusto.
I due istanti che risolvono l’esercizio
Quasi tutti gli esercizi si risolvono senza toccare l’esponenziale, guardando solo i due estremi:
- (subito dopo la commutazione): la tensione sul condensatore non può saltare, quindi vale quanto valeva un istante prima. Se era scarico, e il condensatore si comporta come un cortocircuito.
- (regime): non c’è più variazione, quindi e il condensatore è un circuito aperto.
Sostituisci il condensatore con un cortocircuito a e con un circuito aperto a regime: restano due reti puramente resistive, che sai già risolvere. L’esponenziale serve solo se ti chiedono un valore durante il transitorio.
Esercizio. Nel circuito RC in figura: , , . Il condensatore è inizialmente scarico e l’interruttore chiude a .
- Calcola la costante di tempo .
- Calcola subito dopo la chiusura e a regime.
- Calcola dopo 100 ms.
- Dopo quanto tempo il transitorio si può considerare finito?
Mostra la soluzione
Punto 1. Costante di tempo:
Punto 2. I due estremi, senza esponenziali. A il condensatore era scarico e la tensione non può saltare: (si comporta da cortocircuito). A regime non c’è più variazione, quindi : nessuna caduta su , e tutta la tensione del generatore finisce sul condensatore, .
Punto 3. Qui serve la formula di carica, con ms e ms:
Ha senso: 100 ms sono poco più di due costanti di tempo, e a la carica è all’86% circa.
Punto 4. Con la regola dei cinque :
Verifica. Nota che il risultato del punto 3 sta tra i due estremi del punto 2 () e più vicino al valore finale che a quello iniziale, com’è giusto dopo due costanti di tempo. Se ti fosse venuto un valore fuori da quell’intervallo, l’errore sarebbe nell’esponente.