Somma, sottrazione e prodotto fra polinomi si fanno βa vistaβ. La divisione no: ha un algoritmo,
lo stesso della divisione in colonna fra numeri, e serve in tre punti diversi del programma β
semplificare frazioni algebriche, scomporre un polinomio trovandogli un fattore, e piΓΉ avanti
sciogliere gli integrali di funzioni razionali.
La frazione ha una sola linea, ma il denominatore agisce su tutti gli addendi del numeratore.
Γ lo stesso errore di ca+bβξ =a+cbβ, in versione letterale.
Secondo caso: dividere per un polinomio
Quando il divisore ha piΓΉ termini, si fa la divisione in colonna, esattamente come fra numeri:
si guarda il termine di grado piΓΉ alto, si trova per cosa moltiplicarlo, si sottrae, si abbassa il
resto e si ricomincia.
(x4β2x2):(x2+1)
Passo 1.x4:x2=x2. Si moltiplica: x2(x2+1)=x4+x2, e si sottrae:
(x4β2x2)β(x4+x2)=β3x2
Passo 2.β3x2:x2=β3. Si moltiplica: β3(x2+1)=β3x2β3, e si sottrae:
(β3x2)β(β3x2β3)=3
Il grado di 3 Γ¨ minore del grado di x2+1: si Γ¨ finito.
Q(x)=x2β3R(x)=3
La regola
N(x)=D(x)β Q(x)+R(x)conR(x)=0Β oppureΒ degR<degD
Vale identica alla divisione fra numeri (17=5β 3+2), ed Γ¨ anche la verifica: si
rimoltiplica e si deve ritrovare il dividendo.
(x2+1)(x2β3)+3=x4β3x2+x2β3+3=x4β2x2β
Il resto o Γ¨ nullo, oppure ha grado minore del divisore β non βgrado zeroβ. Dividendo per
un polinomio di secondo grado il resto puΓ² benissimo essere di primo grado, tipo 2x+5: non Γ¨ un
errore, Γ¨ la condizione di arresto. Si smette quando non si puΓ² piΓΉ abbassare il grado, non quando
si ottiene un numero.
Ruffini: la scorciatoia per i divisori (xβa)
Quando il divisore Γ¨ di primo grado e monico, cioΓ¨ della forma xβa, la divisione lunga si
riduce a una riga di conti sui soli coefficienti.
(x3β2x2β5x+6):(xβ1)
Si incolonnano i coefficienti del dividendo β 1,β2,β5,6 β e si scrive a=1 a
sinistra. Si abbassa il primo coefficiente; poi ogni volta si moltiplica per a e si somma al
coefficiente successivo:
E il segno se lo porta dietro anche il teorema del resto, qui sotto: dividendo per (x+1) si
calcola P(β1), non P(1).
I termini mancanti vanno scritti con il coefficiente zero.
In 2x3β3x2+4 il termine di primo grado non cβΓ¨, quindi i coefficienti da incolonnare sono
2,β3,0,4 β quattro, uno per ogni grado da 3 a 0. Chi ne incolonna tre sposta
tutto di una posizione e ottiene un risultato che non cβentra niente.
Vale anche per la divisione in colonna: conviene riscrivere il dividendo ordinato e completo
prima di cominciare.
Il teorema del resto
Il resto della divisione per (xβa) si puΓ² conoscere senza fare la divisione:
R=P(a)
Nellβesempio: P(1)=1β2β5+6=0, e infatti il resto era zero.
Resto zero significa che (xβa) Γ¨ un fattore. Γ il ponte con la
scomposizione:
quando il polinomio ha coefficienti interi e il termine di grado massimo ha coefficiente 1, le
eventuali radici intere si cercano fra i divisori del termine noto; si verifica che
P(a)=0, e Ruffini consegna lβaltro fattore giΓ pronto.
Resto nullo, quindi (x+1) Γ¨ un fattore. Il quoziente si spezza cercando due numeri di somma
+1 e prodotto β6: sono +3 e β2.
x3+2x2β5xβ6=(x+1)(x2+xβ6)=(x+1)(x+3)(xβ2)
3. Manca il termine di primo grado: i coefficienti sono 2,β3,0,4, con a=2.
2β3+4=10+2=24+4=8Q(x)=2x2+x+2R=8
4. Divisione in colonna: x4:x2=x2, e x2(x2+1)=x4+x2; sottraendo resta
βx2β1. Poi βx2:x2=β1, e β1(x2+1)=βx2β1: si azzera.
Q(x)=x2β1R=0
Verifica. Il punto 3 si controlla col teorema del resto senza rifare niente:
P(2)=2β 8β3β 4+4=16β12+4=8, uguale al resto trovato β. E il punto 4 si
controlla a memoria: x4β1=(x2β1)(x2+1) Γ¨ una differenza di quadrati, quindi il quoziente
doveva essere proprio x2β1 con resto nullo.