Problemi di massimo e minimo
Prerequisiti: Lo studio di funzione, Le derivate
Nello studio di funzione la funzione è data e si cercano i suoi massimi. Qui è il contrario: c’è un problema — di geometria, di fisica, di costi — e la funzione va costruita. Trovato quello, la derivata è la parte facile.
Tutto il lavoro sta nei primi passi, ed è per questo che il metodo si scrive numerato: chi sbaglia questi problemi quasi mai sbaglia la derivata.
Il metodo, in otto passi
- Che cosa devo rendere massimo? Scrivi la quantità in gioco con i suoi nomi geometrici (), non ancora con le .
- Scegli la variabile. Una sola, e conviene sceglierla fra quelle che compaiono già.
- Trova l’intervallo di variabilità. È il dominio del problema, non della funzione: una lunghezza è positiva, un angolo sta in un intervallo preciso.
- Esprimi tutto il resto in funzione di quella variabile. È il passo che richiede la geometria: qui serve un teorema, un vincolo, una similitudine.
- Scrivi la funzione .
- Punti stazionari: risolvi , tenendo conto dell’intervallo del passo 3.
- Massimo o minimo? Si decide dal segno di , non a occhio. E se l’intervallo del passo 3 è chiuso, confronta anche sugli estremi: il massimo può cadere sul bordo, dove la derivata non si annulla affatto.
- Torna alla domanda. Il risultato è una frase di geometria, non un numero.
Il caso
Fra tutti i rettangoli inscritti in una circonferenza di raggio , qual è quello di area massima?
1-2. L’area è . Chiamo la base: .
3. Il lato non può superare il diametro, e nei due casi estremi il rettangolo degenera in un segmento:
4. Ecco il vincolo che sblocca il problema: la diagonale di un rettangolo inscritto è un diametro, perché passa per il centro. Allora, per Pitagora,
5. Restano solo e le costanti:
6. Si deriva come prodotto, con la derivata della radice dentro:
Una frazione è nulla quando lo è il numeratore:
7. Il denominatore è positivo su tutto l’intervallo, quindi il segno di è quello di : positivo per , negativo dopo. La funzione cresce e poi cala: è un massimo.
8. Il secondo lato vale
I due lati sono uguali: il rettangolo di area massima inscritto in una circonferenza è il quadrato, e la sua area è . Questa è la risposta — il numero da solo non lo sarebbe.
L’intervallo del passo 3 non è un formalismo: serve a buttare via le soluzioni.
La derivata restituisce le soluzioni dell’equazione, non quelle del problema. Le due cose coincidono solo se hai scritto l’intervallo prima di derivare: chi lo scrive dopo lo adatta inconsciamente al risultato che ha trovato.
Lo stesso vale per il passo 7. Un punto stazionario può essere massimo, minimo o nessuno dei due: finché non hai guardato il segno di prima e dopo, non lo sai. Scrivere “quindi è il massimo” perché il problema chiedeva un massimo è un salto logico, non una conclusione.
Quando la variabile è un angolo
Non sempre conviene prendere un lato. Se la figura ha un punto che si muove su una circonferenza, la scelta naturale è l’angolo: i lati diventano seni e coseni, e sparisce la radice.
Sia un diametro e un punto della semicirconferenza; chiamo l’angolo in . L’angolo in è retto — è inscritto in una semicirconferenza — quindi
Volendo massimizzare, per esempio, :
Il fattore non si annulla nell’intervallo, quindi resta
E i passi 7 e 8 non si saltano nemmeno qui. Il fattore è positivo su tutto l’intervallo, quindi il segno di lo decide : positivo prima di , negativo dopo — la funzione cresce e poi cala, ed è un massimo. Il valore è , e la risposta di geometria è: il punto per cui l’angolo in vale .
Il metodo è lo stesso di prima, con l’angolo al posto della lunghezza: cambia solo che il passo 4 usa la goniometria invece di Pitagora, e che l’intervallo del passo 3 è un intervallo di angoli.
Se un problema di massimo non ti viene, quasi sempre sei fermo al passo 4: non hai trovato la relazione che lega il secondo pezzo alla variabile.
Non è un problema di analisi — è un problema di geometria. Torna alla figura e cerca il vincolo: un teorema di Pitagora, una similitudine, un angolo retto, un perimetro assegnato. La derivata arriva dopo, e da sola non salva nessuno.
Esercizio.
- Fra tutti i rettangoli di perimetro , trova quello di area massima.
- Un rettangolo ha la base sull’asse e i due vertici superiori sulla parabola . Qual è la sua area massima?
- Con una lamiera quadrata di lato si costruisce una scatola senza coperchio, ritagliando agli angoli quattro quadratini di lato e piegando i bordi. Per quale il volume è massimo?
Mostra la soluzione
1. Base , e dal perimetro l’altezza è . Intervallo: .
è positiva prima di e negativa dopo: è un massimo. L’altezza vale : è il quadrato, area . Stessa morale del caso svolto, ed è un risultato generale.
2. Per simmetria la base va da a , quindi misura , e l’altezza è l’ordinata della parabola. Intervallo: (oltre, la parabola è sotto l’asse).
(la radice negativa si scarta: è fuori intervallo). Il segno di passa da a : massimo.
3. La base della scatola è un quadrato di lato e l’altezza è . Intervallo: , perché oltre non resta base.
Gli zeri sono e , ma è escluso dall’intervallo: lì la scatola non esiste più. Fra e il prodotto è positivo, fra e negativo: cresce e poi cala, quindi è il massimo.
Verifica. Il controllo che costa meno e trova più errori è provare un valore per parte. Nel punto 3, con : ; con : ; con : . Il massimo trovato batte i vicini da entrambi i lati ✓.
Se un valore vicino desse un risultato più grande, il punto stazionario sarebbe un minimo o un flesso — e te ne accorgi in tre moltiplicazioni invece che all’orale.