La funzione esponenziale
Prerequisiti: I radicali, Equazioni di secondo grado
Finora l’incognita stava nella base: . Qui sale all’esponente: . Cambia poco da leggere e cambia tutto da risolvere, perché le regole che servono sono quelle delle potenze, non quelle delle equazioni.
Non è un argomento astratto: la carica di un condensatore, il decadimento radioattivo e l’interesse composto sono tutti della forma . Nella lezione carica e scarica del condensatore la tensione sale come : è questa funzione, con la base .
Il caso
A occhio non si vede. Ma e sono entrambe potenze di 2, e riscritte così l’equazione si scioglie:
La regola
Due potenze con la stessa base sono uguali solo se hanno lo stesso esponente. Tutto il lavoro consiste nel portarle alla stessa base: da lì in poi è un’equazione normale.
Le proprietà che servono per farlo sono sempre queste cinque:
| operazione | regola |
|---|---|
| prodotto | |
| quoziente | |
| potenza di potenza | |
| esponente negativo | |
| radice |
Le ultime due sono quelle che si dimenticano, e sono quelle che servono di più: ogni frazione e ogni radice va trasformata in un esponente prima di confrontare.
Il grafico
Due sole forme possibili, e una proprietà che vale per tutte e due:
- se la curva cresce; se decresce;
- passa sempre per , perché ;
- si avvicina all’asse senza toccarlo mai: è un asintoto orizzontale.
Una potenza a base positiva non è mai negativa e non è mai zero: sempre.
È la frase che poi decide gli esercizi. Ogni volta che un conto porta a scrivere oppure , la risposta è impossibile, non è un caso da studiare.
Il metodo, in tre passi
Un caso con più fattori, per vedere i passi lavorare insieme:
1. Tutto alla stessa base. Qui la base naturale è : e .
2. Un solo esponente per lato, con le proprietà: a destra il prodotto diventa una somma di esponenti.
3. Uguaglia gli esponenti e risolvi.
Quando la stessa base non basta: la sostituzione
Qui i due termini non si uniscono: c’è da una parte e dall’altra. Ma , e allora compare due volte la stessa cosa:
Si chiama quella cosa — — e resta un’equazione di secondo grado:
Adesso si torna indietro, e qui casca metà della classe:
La sostituzione non finisce con la : finisce quando sei tornato alla .
Due errori diversi, tutti e due frequenti:
e la soluzione negativa che viene scartata senza dirlo. Scrivi , poi scrivi impossibile: se il correttore non vede il passaggio, non sa se l’hai capito o dimenticato.
Quando le basi non si possono unificare
Cinque e due non sono potenze l’uno dell’altro: il primo passo del metodo si blocca. Ma guarda cosa c’è di uguale — gli esponenti. E due potenze di basi diverse, a parità di esponente, possono valere lo stesso numero in un caso solo:
Ed è l’unica soluzione: per qualsiasi altro esponente e sono diversi, perché le due funzioni crescono a velocità diverse e si incontrano solo dove valgono entrambe .
La condizione “a parità di esponente” non è pleonasmo: con esponenti diversi due basi diverse possono benissimo coincidere — , e non si risolve certo ponendo gli esponenti a zero (si torna al metodo della base comune: ). Il riflesso “basi diverse ⟹ esponente ” scatta solo quando l’esponente è lo stesso dai due lati.
Lo stesso ragionamento si usa al contrario, e conviene tenerselo come riflesso:
Quando un’equazione esponenziale è posta uguale a , pensa all’ come alla tua base elevata a zero.
e da lì è una normale equazione di secondo grado. Senza questa lettura, l’ a destra sembra un vicolo cieco.
Un’ultima trappola, sottile perché a volte dà comunque il numero giusto:
C’è chi scrive direttamente , come se dalla sottrazione fra le due potenze si potesse passare alla sottrazione fra gli esponenti. Qui il risultato torna per caso — è davvero la soluzione — ma il procedimento è privo di senso: non è .
Il passaggio corretto è isolare e poi uguagliare le basi:
Un metodo che dà la risposta giusta su un esempio non è un metodo giusto: è un metodo che non è ancora stato smascherato.
La base deve essere positiva
Ultimo confine, quello che manda in errore le calcolatrici prima degli studenti:
A destra la base è negativa. Con esponenti reali una potenza a base negativa non è definita ( dovrebbe essere ), quindi l’uguaglianza non si può nemmeno impostare: la risposta è impossibile. Per lo stesso motivo nella regola si richiede , e si esclude : con base ogni esponente darebbe , e da non si ricava nessuna .
Esercizio.
Mostra la soluzione
1. Base comune : e .
2. Base comune : e .
3. Compare due volte , perché . Con :
Tornando alla : da segue (perché ), da segue . Entrambe accettabili.
4. Stessa struttura, con e :
dà ; è impossibile, perché una potenza di è sempre positiva. Unica soluzione .
Verifica. Il punto 3 si controlla a mente sostituendo: con viene ✓, con viene ✓. Un’equazione esponenziale risolta per sostituzione si verifica sempre così — costa dieci secondi e intercetta l’errore più comune, quello di fermarsi alla .