Una retta è un insieme infinito di punti allineati, e nel piano cartesiano si descrive con
un’equazione di primo grado. Tutta la geometria analitica della retta sta in due numeri: quanto
è inclinata e dove passa.
Le due forme
forma esplicitay=mx+qforma implicitaax+by+c=0
Si passa dall’implicita all’esplicita isolando la y:
ax+by+cbyy=0=−ax−c=−bax−bc
Confrontando con y=mx+q si leggono i due coefficienti:
m=−baq=−bc
Cosa significano m e q
q è l’intercetta: l’ordinata del punto in cui la retta taglia l’asse y. Si trova
subito ponendo x=0.
m è il coefficiente angolare, cioè la pendenza: dice di quanto sale la y quando la
x avanza di 1.
Il segno di m si legge a colpo d’occhio sul grafico:
m
la retta
m>0
sale da sinistra a destra
m<0
scende
m=0
è orizzontale: y=q
m è un rapporto, non un angolo: m=2 vuol dire “salgo 2 ogni 1 che avanzo”.
Questa lettura ti fa disegnare la retta senza tabelle: parti da q sull’asse y, poi vai
avanti di 1 e su di m. Due punti e hai finito.
La retta verticalex=k non si può scrivere nella forma y=mx+q: avanzando di 0 in
x la y cambia comunque, quindi la pendenza non esiste (sarebbe una divisione per zero).
È l’unico caso escluso dalla forma esplicita, ed è il motivo per cui la forma implicita
ax+by+c=0 è più generale: con b=0 descrive anche le verticali.
Parallele e perpendicolari
Due rette con la stessa pendenza non si incontrano mai:
r1∥r2⟺m1=m2
Per la perpendicolarità la condizione è meno intuitiva ma altrettanto secca:
r1⊥r2⟺m1⋅m2=−1ovverom1=−m21
Il coefficiente angolare di una perpendicolare è l’antireciproco: si gira la frazione e si
cambia il segno. Se m2=21, allora m1=−2.
Retta per un punto
Conoscendo la pendenza m e un punto P(xP,yP) per cui passa:
y−yP=m(x−xP)
Esempio: la perpendicolare a y=21x+3 passante per P(−2,3).
Prima la pendenza, con l’antireciproco: da m2=21 segue m1=−2. Poi la formula:
y−3yy=−2(x+2)=−2x−4+3=−2x−1
Distanza fra due punti
AB=(xB−xA)2+(yB−yA)2
È il teorema di Pitagora applicato al triangolo rettangolo che ha per cateti le differenze di
ascissa e di ordinata. Le differenze sono al quadrato, quindi l’ordine in cui le sottrai non
conta: (3−7)2=(7−3)2=16.
Esercizio.
Scrivi in forma esplicita 3x−2y+8=0 e indica m e q.
Le rette y=3x−1 e 6x−2y+5=0 sono parallele?
Trova la retta perpendicolare a y=4x−1 passante per P(2,−3).
Calcola la distanza fra A(1,2) e B(4,6).
Mostra la soluzione
1. Isolo la y:
−2y=−3x−8⟹y=23x+4
Quindi m=23 e q=4. (Attenzione al segno: dividendo per −2 entrambi i
termini cambiano segno.)
2. Metto la seconda in forma esplicita:
−2y=−6x−5⟹y=3x+25
Le due pendenze sono uguali (m1=m2=3) e le intercette diverse: sì, parallele
distinte.
3. Antireciproco di 4: m=−41. Poi la retta per un punto:
y+3=−41(x−2)⟹y=−41x+21−3⟹y=−41x−25
4. Differenze: 4−1=3 e 6−2=4.
AB=32+42=25=5
Verifica. Nel punto 3, controlla che P ci stia davvero: sostituendo x=2 ottieni
−21−25=−3 ✓. E controlla la perpendicolarità col prodotto:
4⋅(−41)=−1 ✓.