Lo studio di funzione
Prerequisiti: Le derivate, Continuità e punti di discontinuità
Lo studio di funzione non è un argomento nuovo: è il montaggio di tutto quello che sai già — dominio, segno, limiti, derivate — in una sequenza che porta al grafico. La difficoltà non sta nei singoli passi, sta nel farli nell’ordine giusto e nel non saltarne nessuno.
Lo schema
- Dominio — dove la funzione esiste. Sempre per primo.
- Simmetrie — pari o dispari? Se sì, studi metà grafico.
- Intersezioni con gli assi — zeri e .
- Segno — dove il grafico sta sopra e sotto l’asse .
- Limiti agli estremi del dominio → asintoti verticali, orizzontali o obliqui.
- Derivata prima → segno di → crescenza, decrescenza, massimi e minimi.
- Grafico — si mette insieme tutto.
L’ordine non è decorativo. Il dominio dice dove cercare gli asintoti verticali (punto 5); il segno (punto 4) vincola dove il grafico può passare e smaschera un massimo calcolato male al punto 6. Ogni passo riduce le possibilità del successivo — saltarne uno significa lavorare con più libertà del dovuto e accorgersi degli errori solo alla fine.
Il punto 6 in pratica
La derivata prima serve per il segno, non per il valore:
I punti in cui sono i candidati a massimo o minimo, e si decide guardando come cambia il segno di attorno a loro:
| prima | dopo | il punto è |
|---|---|---|
| massimo | ||
| minimo | ||
| (o , ) | né max né min (flesso a tangente orizzontale) |
non garantisce un massimo o un minimo. È condizione necessaria, non sufficiente.
ma in la funzione non ha né massimo né minimo: cresce prima e cresce dopo. La derivata si annulla, la tangente è orizzontale, e la funzione tira dritto.
Per questo il segno di attorno al punto va sempre studiato: annullarsi non basta.
I punti di non derivabilità nel grafico
Se durante il punto 6 trovi un punto dove non esiste ma sì, quel punto va nel grafico con la sua forma:
- cuspide — i limiti di sono infiniti e di segno opposto: il grafico ha una punta acuminata con tangente verticale;
- punto angoloso — i limiti sono finiti e diversi: uno spigolo.
Sono i punti che si perdono più facilmente, perché la derivata calcolata come formula non dice nulla: bisogna guardare i limiti della derivata.
Esercizio. Studia e tracciane il grafico.
Mostra la soluzione
1. Dominio. .
2. Simmetrie. , che non è né né : nessuna simmetria.
3. Intersezioni. . Passa per l’origine, che è anche l’intersezione con l’asse .
4. Segno. Il numeratore è sempre , quindi il segno lo decide il denominatore:
5. Limiti e asintoti. In il denominatore si annulla e il numeratore vale 1:
All’infinito il grado sopra supera quello sotto, quindi : nessun orizzontale, cerco l’obliquo.
Asintoto obliquo: .
6. Derivata. Regola del quoziente, con e :
Il denominatore è un quadrato, quindi sempre positivo: il segno di è quello del numeratore , positivo fuori da .
| zona | segno di | |
|---|---|---|
| cresce | ||
| decresce | ||
| decresce | ||
| cresce |
In : passa da a → massimo, con . In : da a → minimo, con .
7. Grafico. Ramo sinistro che cresce fino al massimo in , poi scende verso avvicinandosi ad ; ramo destro che scende da fino al minimo e poi risale lungo l’obliquo .
Verifica. Il massimo vale 0 e il minimo vale 4: il massimo è più basso del minimo, cosa impossibile per una funzione continua — ed è proprio la prova che l’asintoto verticale spezza il grafico in due rami separati. Sono massimo e minimo relativi, ciascuno nel suo ramo. Se ti sembra un errore, è invece la conferma che il punto 5 e il punto 6 raccontano la stessa storia.