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La circonferenza

Superiori — biennioAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Il piano cartesiano, La retta, La parabola, I prodotti notevoli, Sistemi di secondo grado

La circonferenza è il luogo dei punti equidistanti da un punto fisso, il centro; quella distanza costante è il raggio. Tradurre questa frase in equazione richiede una cosa sola — la formula della distanza fra due punti — e il risultato si legge, come sempre in geometria analitica, direttamente dai coefficienti.

Il caso

(x1)2+(y+2)2=4(x-1)^2 + (y+2)^2 = 4

Centro e raggio sono già scritti: C(1,2)C(1,\,-2) e r=2r = 2.

La regola: forma canonica

(xx0)2+(yy0)2=r2C(x0,y0)(x - x_0)^2 + (y - y_0)^2 = r^2 \qquad C(x_0,\,y_0)

xx e yy sono le incognite — le coordinate di un punto qualunque della curva — mentre x0x_0, y0y_0 e rr sono numeri, i dati che identificano quella circonferenza e non un’altra.

Non c’è niente da imparare a memoria: è il teorema di Pitagora scritto sul triangolo che ha per ipotenusa il raggio.

I segni nella forma canonica sono girati rispetto alle coordinate del centro.

(y+2)2=(y(2))2y0=2correttoy0=+2sbagliato(y+2)^2 = \big(y - (-2)\big)^2 \quad\Longrightarrow\quad \underbrace{y_0 = -2}_{\text{corretto}} \qquad\neq\qquad \underbrace{y_0 = +2}_{\text{sbagliato}}

Nella formula compare sempre una sottrazione: quando nel testo leggi un ++, la coordinata del centro è negativa. È l’errore numero uno su questa lezione, e costa l’esercizio intero.

La forma generale

Sviluppando i quadrati e portando tutto a sinistra si ottiene la forma in cui gli esercizi arrivano quasi sempre:

x2+y2+αx+βy+γ=0x^2 + y^2 + \alpha x + \beta y + \gamma = 0 C(α2,  β2)r=(α2)2+(β2)2γC\left(-\frac{\alpha}{2},\; -\frac{\beta}{2}\right) \qquad r = \sqrt{\left(\frac{\alpha}{2}\right)^2 + \left(\frac{\beta}{2}\right)^2 - \gamma}

Due segnali per riconoscerla: i coefficienti di x2x^2 e y2y^2 sono uguali, e non c’è nessun termine in xyxy. Se manca una delle due condizioni, non è una circonferenza.

Le formule per CC e rr valgono solo se i coefficienti di x2x^2 e y2y^2 sono uguali a 11.

Se sono uguali fra loro ma diversi da 1, si divide prima tutta l’equazione per quel coefficiente, e solo dopo si leggono α\alpha, β\beta, γ\gamma.

2x2+2y24x+8y6=0    x2+y22x+4y3=0prima si divide per 2  C(1,2),    r=22\begin{aligned} & \underbrace{2x^2+2y^2-4x+8y-6=0 \;\rightarrow\; x^2+y^2-2x+4y-3=0}_{\text{prima si divide per 2}} \\ & \rightarrow\; C(1,\,-2),\;\; r = 2\sqrt{2} \end{aligned}

Leggendo α=4\alpha = -4 e β=8\beta = 8 dall’equazione non normalizzata si otterrebbe C(2,4)C(2,-4) e r=26r = \sqrt{26}: centro e raggio entrambi sbagliati.

Un esempio completo:

x2+y2+4x10y+20=0α=4,    β=10,    γ=20x^2+y^2+4x-10y+20 = 0 \qquad \alpha = 4,\;\; \beta = -10,\;\; \gamma = 20 C(2,5)r=4+2520=9=3C(-2,\,5) \qquad r = \sqrt{4 + 25 - 20} = \sqrt{9} = 3

La condizione di esistenza

Perché la radice esista basta un radicando 0\geq 0. Ma un raggio nullo non disegna una circonferenza: disegna il solo centro. Quindi la condizione perché quell’equazione rappresenti davvero una circonferenza è

(α2)2+(β2)2γ>0\left(\frac{\alpha}{2}\right)^2 + \left(\frac{\beta}{2}\right)^2 - \gamma > 0

e i due casi esclusi non sono equivalenti: se il radicando è nullo resta un punto solo (circonferenza degenere), se è negativo non resta niente. Non è un formalismo: esistono equazioni con la forma giusta che non disegnano nulla.

x2+y2+2x8y+19=0C(1,4)r=1+1619=2x^2+y^2+2x-8y+19 = 0 \qquad C(-1,\,4) \qquad r = \sqrt{1 + 16 - 19} = \sqrt{-2}

La radice di un numero negativo non esiste: quella circonferenza non c’è. Il centro si calcola lo stesso — le formule non protestano — ed è proprio per questo che il controllo va fatto.

Il primo conto da fare su un’equazione in forma generale è il radicando, non il centro. Se è negativo l’esercizio finisce lì; se è nullo la “circonferenza” si riduce a un punto solo, il centro.

Dal centro e dal raggio all’equazione

Il percorso inverso è meccanico: si scrive la forma canonica e si sviluppa. Con C(2,1)C(-2,\,1) e r=5r = 5:

(x+2)2+(y1)2=25(x+2)^2 + (y-1)^2 = 25 x2+4x+4+y22y+1=25x2+y2+4x2y20=0x^2 + 4x + 4 + y^2 - 2y + 1 = 25 \quad\Longrightarrow\quad x^2+y^2+4x-2y-20 = 0

Retta e circonferenza

Tre disegni a confronto: retta secante con d minore del raggio, tangente con d uguale al raggio, esterna con d maggiore del raggio

Ci sono due modi di rispondere, e danno sempre lo stesso risultato:

  • per via geometrica, confrontando la distanza dd fra il centro e la retta con il raggio. La distanza di un punto P(x0,y0)P(x_0,y_0) da una retta scritta in forma implicita ax+by+c=0ax+by+c=0 è d=ax0+by0+ca2+b2d = \dfrac{\lvert a x_0 + b y_0 + c\rvert}{\sqrt{a^2+b^2}} — il valore assoluto perché una distanza non è mai negativa;
  • per via algebrica, mettendo a sistema le due equazioni e guardando il discriminante.
d<r    Δ>0  (secante)d=r    Δ=0  (tangente)d>r    Δ<0  (esterna)\begin{aligned} d &< r \;\Leftrightarrow\; \Delta > 0 \;\text{(secante)} \\ d &= r \;\Leftrightarrow\; \Delta = 0 \;\text{(tangente)} \\ d &> r \;\Leftrightarrow\; \Delta < 0 \;\text{(esterna)} \end{aligned}

È la stessa condizione di tangenza vista con la parabola, con un vantaggio: sulla circonferenza il criterio non ha eccezioni. Qualunque retta si sostituisca, anche una verticale, l’equazione che ne esce è sempre di secondo grado, quindi un Δ\Delta da guardare c’è sempre. Sulla parabola invece la retta parallela all’asse fa eccezione, come si è visto.

Per sapere se un punto appartiene a una curva, si sostituiscono le sue coordinate nell’equazione. Se l’uguaglianza è verificata, il punto ci sta; altrimenti no.

Con A(5,2)A(5,\,2) e x2+y24x+y11=0x^2+y^2-4x+y-11=0:   25+420+211=0\;25 + 4 - 20 + 2 - 11 = 0 ✓, quindi AA appartiene alla circonferenza. Vale per qualunque curva — retta, parabola, circonferenza — ed è il controllo più veloce che esista.

Esercizio.

  1. Trova centro e raggio di (x+3)2+(y1)2=16(x+3)^2 + (y-1)^2 = 16.
  2. Trova centro e raggio di x2+y26x+8y11=0x^2+y^2-6x+8y-11=0.
  3. Stabilisci se x2+y2+4x2y+10=0x^2+y^2+4x-2y+10=0 rappresenta una circonferenza.
  4. Scrivi l’equazione della circonferenza di centro C(1,3)C(1,\,-3) e raggio 44, in forma generale.
  5. Il punto P(0,1)P(0,\,1) appartiene alla circonferenza x2+y22x4y+3=0x^2+y^2-2x-4y+3=0?
  6. Stabilisci la posizione della retta y=x+1y = x+1 rispetto alla circonferenza del punto 2, con entrambi i metodi.
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1. Attenzione ai segni: (x+3)2=(x(3))2(x+3)^2 = \big(x-(-3)\big)^2.

C(3,1)r=16=4C(-3,\,1) \qquad r = \sqrt{16} = 4

2. α=6\alpha = -6, β=8\beta = 8, γ=11\gamma = -11.

C(3,4)r=9+16+11=36=6C\left(3,\,-4\right) \qquad r = \sqrt{9 + 16 + 11} = \sqrt{36} = 6

3. Si controlla il radicando: α=4\alpha = 4, β=2\beta = -2, γ=10\gamma = 10.

4+110=5<04 + 1 - 10 = -5 < 0

Negativo: non è una circonferenza, nessun punto del piano soddisfa quell’equazione.

4. Forma canonica e poi sviluppo:

(x1)2+(y+3)2=16(x-1)^2 + (y+3)^2 = 16 x22x+1+y2+6y+9=16x2+y22x+6y6=0x^2 - 2x + 1 + y^2 + 6y + 9 = 16 \quad\Longrightarrow\quad x^2+y^2-2x+6y-6 = 0

5. Si sostituisce x=0x=0, y=1y=1:

0+104+3=0  0 + 1 - 0 - 4 + 3 = 0 \;✓

Sì, PP appartiene alla circonferenza.

6. La circonferenza del punto 2 ha C(3,4)C(3,\,-4) e r=6r = 6; la retta in forma implicita è xy+1=0x - y + 1 = 0.

Via geometrica — la distanza del centro dalla retta:

d=3(4)+112+(1)2=82=425,66<6d = \frac{\lvert 3 - (-4) + 1\rvert}{\sqrt{1^2 + (-1)^2}} = \frac{8}{\sqrt{2}} = 4\sqrt{2} \approx 5{,}66 < 6

d<rd < r: secante.

Via algebrica — sostituendo y=x+1y = x+1 nell’equazione:

x2+(x+1)26x+8(x+1)11=02x2+4x2=0x2+2x1=0\begin{gathered} x^2 + (x+1)^2 - 6x + 8(x+1) - 11 = 0 \\[4pt] \Longrightarrow\quad 2x^2 + 4x - 2 = 0 \quad\Longrightarrow\quad x^2 + 2x - 1 = 0 \end{gathered}

Δ=4+4=8>0\Delta = 4 + 4 = 8 > 0: due punti di intersezione, secante ✓. I due metodi devono dire la stessa cosa — se non concordano, uno dei due conti è sbagliato, e di solito è un segno nella distanza.

Verifica. Il punto 4 si controlla con le formule inverse: da x2+y22x+6y6=0x^2+y^2-2x+6y-6=0 si ha α=2\alpha=-2, β=6\beta=6, γ=6\gamma=-6, quindi C(1,3)C(1,-3) ✓ e r=1+9+6=16=4r = \sqrt{1+9+6} = \sqrt{16} = 4 ✓. Andata e ritorno devono chiudere: è il modo di accorgersi subito di un segno sbagliato nello sviluppo dei quadrati.