La circonferenza
Prerequisiti: Il piano cartesiano, La retta, La parabola, I prodotti notevoli, Sistemi di secondo grado
La circonferenza è il luogo dei punti equidistanti da un punto fisso, il centro; quella distanza costante è il raggio. Tradurre questa frase in equazione richiede una cosa sola — la formula della distanza fra due punti — e il risultato si legge, come sempre in geometria analitica, direttamente dai coefficienti.
Il caso
Centro e raggio sono già scritti: e .
La regola: forma canonica
e sono le incognite — le coordinate di un punto qualunque della curva — mentre , e sono numeri, i dati che identificano quella circonferenza e non un’altra.
Non c’è niente da imparare a memoria: è il teorema di Pitagora scritto sul triangolo che ha per ipotenusa il raggio.
I segni nella forma canonica sono girati rispetto alle coordinate del centro.
Nella formula compare sempre una sottrazione: quando nel testo leggi un , la coordinata del centro è negativa. È l’errore numero uno su questa lezione, e costa l’esercizio intero.
La forma generale
Sviluppando i quadrati e portando tutto a sinistra si ottiene la forma in cui gli esercizi arrivano quasi sempre:
Due segnali per riconoscerla: i coefficienti di e sono uguali, e non c’è nessun termine in . Se manca una delle due condizioni, non è una circonferenza.
Le formule per e valgono solo se i coefficienti di e sono uguali a .
Se sono uguali fra loro ma diversi da 1, si divide prima tutta l’equazione per quel coefficiente, e solo dopo si leggono , , .
Leggendo e dall’equazione non normalizzata si otterrebbe e : centro e raggio entrambi sbagliati.
Un esempio completo:
La condizione di esistenza
Perché la radice esista basta un radicando . Ma un raggio nullo non disegna una circonferenza: disegna il solo centro. Quindi la condizione perché quell’equazione rappresenti davvero una circonferenza è
e i due casi esclusi non sono equivalenti: se il radicando è nullo resta un punto solo (circonferenza degenere), se è negativo non resta niente. Non è un formalismo: esistono equazioni con la forma giusta che non disegnano nulla.
La radice di un numero negativo non esiste: quella circonferenza non c’è. Il centro si calcola lo stesso — le formule non protestano — ed è proprio per questo che il controllo va fatto.
Il primo conto da fare su un’equazione in forma generale è il radicando, non il centro. Se è negativo l’esercizio finisce lì; se è nullo la “circonferenza” si riduce a un punto solo, il centro.
Dal centro e dal raggio all’equazione
Il percorso inverso è meccanico: si scrive la forma canonica e si sviluppa. Con e :
Retta e circonferenza
Ci sono due modi di rispondere, e danno sempre lo stesso risultato:
- per via geometrica, confrontando la distanza fra il centro e la retta con il raggio. La distanza di un punto da una retta scritta in forma implicita è — il valore assoluto perché una distanza non è mai negativa;
- per via algebrica, mettendo a sistema le due equazioni e guardando il discriminante.
È la stessa condizione di tangenza vista con la parabola, con un vantaggio: sulla circonferenza il criterio non ha eccezioni. Qualunque retta si sostituisca, anche una verticale, l’equazione che ne esce è sempre di secondo grado, quindi un da guardare c’è sempre. Sulla parabola invece la retta parallela all’asse fa eccezione, come si è visto.
Per sapere se un punto appartiene a una curva, si sostituiscono le sue coordinate nell’equazione. Se l’uguaglianza è verificata, il punto ci sta; altrimenti no.
Con e : ✓, quindi appartiene alla circonferenza. Vale per qualunque curva — retta, parabola, circonferenza — ed è il controllo più veloce che esista.
Esercizio.
- Trova centro e raggio di .
- Trova centro e raggio di .
- Stabilisci se rappresenta una circonferenza.
- Scrivi l’equazione della circonferenza di centro e raggio , in forma generale.
- Il punto appartiene alla circonferenza ?
- Stabilisci la posizione della retta rispetto alla circonferenza del punto 2, con entrambi i metodi.
Mostra la soluzione
1. Attenzione ai segni: .
2. , , .
3. Si controlla il radicando: , , .
Negativo: non è una circonferenza, nessun punto del piano soddisfa quell’equazione.
4. Forma canonica e poi sviluppo:
5. Si sostituisce , :
Sì, appartiene alla circonferenza.
6. La circonferenza del punto 2 ha e ; la retta in forma implicita è .
Via geometrica — la distanza del centro dalla retta:
: secante.
Via algebrica — sostituendo nell’equazione:
: due punti di intersezione, secante ✓. I due metodi devono dire la stessa cosa — se non concordano, uno dei due conti è sbagliato, e di solito è un segno nella distanza.
Verifica. Il punto 4 si controlla con le formule inverse: da si ha , , , quindi ✓ e ✓. Andata e ritorno devono chiudere: è il modo di accorgersi subito di un segno sbagliato nello sviluppo dei quadrati.