filoconduttore

La sinusoide: ampiezza, pulsazione e fase

Superiori — triennioAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Gradi e radianti, Le funzioni goniometriche

Il grafico di sinx\sin x è uno solo: oscilla fra 1-1 e 11, e ci mette 2π2\pi a ripetersi. Una sinusoide vera — una tensione, un suono, un’onda — oscilla quanto vuole, veloce quanto vuole, e non è detto che parta da zero. Servono tre numeri per dirlo.

Il caso

y=Asin(ωt+φ)y = A\,\sin(\omega t + \varphi)

Tre parametri, e ciascuno agisce su una cosa sola:

parametronomecosa fa al grafico
AAampiezzaquanto è alta l’oscillazione
ω\omegapulsazionequanto è fitta, cioè quanto in fretta oscilla
φ\varphifase inizialedove si trova l’oscillazione a t=0t = 0

Tre grafici affiancati: nel primo l'ampiezza raddoppia e l'onda diventa più alta, nel secondo la pulsazione raddoppia e l'onda si stringe, nel terzo la fase trasla l'onda verso sinistra; in ognuno il seno di riferimento è tratteggiato in grigio

Il tratteggio grigio è sempre lo stesso sint\sin t. Guardare un parametro alla volta è l’unico modo di non confonderli: sono indipendenti, e ognuno lascia intatto quello che fanno gli altri.

L’ampiezza

AA moltiplica tutto il seno, quindi stira il grafico in verticale. Siccome sin\sin sta fra 1-1 e 11:

AAsin(ωt+φ)A-A \leq A\sin(\omega t + \varphi) \leq A

L’oscillazione va da A-A a +A+A, e il valore massimo è AA. Non cambia né dove passa per zero né ogni quanto si ripete: l’ampiezza non tocca i tempi.

AA è per definizione positiva: è una distanza dal valore di riposo, e le distanze non sono negative. Se in un esercizio compare y=3sin(ωt)y = -3\sin(\omega t), l’ampiezza è 33, non 3-3: quel segno meno è un ribaltamento, che si può anche leggere come mezzo giro di fase (sinθ=sin(θ+π)-\sin\theta = \sin(\theta + \pi)).

Pulsazione, frequenza, periodo

Il periodo TT è il tempo di un’oscillazione completa; la frequenza f=1/Tf = 1/T è quante ne entrano in un secondo, e si misura in hertz — dove 1 Hz=1 s11\ \text{Hz} = 1\ \text{s}^{-1}.

La pulsazione non è un terzo dato indipendente: si ricava. Il seno compie un ciclo quando il suo argomento avanza di 2π2\pi radianti. Se in un secondo ci sono ff cicli, in un secondo l’argomento avanza di ff volte 2π2\pi:

ω=2πf=2πT\omega = 2\pi f = \frac{2\pi}{T}

Ecco perché si misura in radianti al secondo: ω\omega è la velocità con cui gira il punto sulla circonferenza goniometrica. È il motivo per cui l’argomento del seno vuole i radianti e non i gradi — un angolo diviso un tempo ha senso solo se l’angolo è un numero puro.

ω\omega non è la frequenza, anche se si dicono quasi allo stesso modo e capita di chiamarla così a voce. ff conta i giri al secondo, ω\omega conta i radianti al secondo, e fra le due c’è un fattore 2π6,282\pi \approx 6{,}28.

Il controllo veloce: ω\omega è sempre il numero più grande. Se stai scrivendo ω=50\omega = 50 per una rete a 5050 Hz, hai saltato il 2π2\pi — il valore giusto è 314314.

La fase

φ\varphi dice a che punto dell’oscillazione siamo a t=0t = 0: con φ=0\varphi = 0 la sinusoide parte da zero salendo, con φ0\varphi \neq 0 è la stessa curva traslata orizzontalmente.

Il verso è controintuitivo, ed è l’errore più frequente: una fase positiva trasla verso sinistra, cioè anticipa.

Il motivo si vede senza ricordare regole. Il seno vale zero quando il suo argomento vale zero:

ωt+φ=0t=φω\omega t + \varphi = 0 \quad\Longrightarrow\quad t = -\frac{\varphi}{\omega}

Con φ>0\varphi > 0 quell’istante è negativo: la curva ha già cominciato prima di t=0t = 0. Chi legge «più fase, più a destra» sbaglia il segno tutte le volte.

E la stessa formula dice anche di quanto si trasla: di φ/ω\varphi/\omega, non di φ\varphi — l’asse orizzontale è il tempo, non l’angolo. sin(2t+π/2)\sin(2t + \pi/2) è traslata di π/4\pi/4, non di π/2\pi/2: l’errore gemello di quello sul segno, e con ω1\omega \neq 1 lo fa anche chi il verso lo ha capito.

Il caso più utile è lo scarto di un quarto di periodo, che manda il seno nel coseno:

sin ⁣(α+π2)=cosα\sin\!\left(\alpha + \frac{\pi}{2}\right) = \cos\alpha

Seno e coseno non sono due curve diverse: sono la stessa curva sfasata di 90°90°. Il coseno è il seno con un quarto di giro di anticipo.

AA agisce sull’asse verticale, ω\omega e φ\varphi su quello orizzontale — e in modi diversi: ω\omega stringe il grafico, φ\varphi lo sposta. Un cambio di ampiezza non sposta mai uno zero; un cambio di fase non cambia mai il valore di un massimo — quello lo decide solo AA — ma la sua posizione sì: spostarla è esattamente il suo mestiere.

Esercizio. Un segnale vale y=4sin(600πt+π)y = 4\sin(600\pi\,t + \pi), con tt in secondi.

  1. Ampiezza, pulsazione, frequenza e periodo.
  2. Quanto vale a t=0t = 0, e la curva sta salendo o scendendo?
  3. Riscrivilo senza fase, usando il segno.
Mostra la soluzione

1. Si legge per confronto con Asin(ωt+φ)A\sin(\omega t + \varphi):

A=4ω=600π rad/sf=ω2π=600π2π=300 HzT=1f=13003,33 ms\begin{aligned} A &= 4 \\ \omega &= 600\pi\ \text{rad/s} \\ f &= \frac{\omega}{2\pi} = \frac{600\pi}{2\pi} = 300\ \text{Hz} \\ T &= \frac{1}{f} = \frac{1}{300} \approx 3{,}33\ \text{ms} \end{aligned}

2. A t=0t = 0 resta solo la fase:

y(0)=4sin(π)=0y(0) = 4\sin(\pi) = 0

Passa per zero, ma scendendo: mezzo periodo di anticipo capovolge il verso. Per convincersene basta un istante subito dopo, con ωt\omega t ancora piccolo — l’argomento supera π\pi, dove il seno è negativo.

3. Sfasare di π\pi equivale a cambiare segno:

y=4sin(600πt+π)=4sin(600πt)y = 4\sin(600\pi t + \pi) = -4\sin(600\pi t)

Verifica. Tre controlli che possono fallire davvero.

Il primo, sulla frequenza: ω\omega deve venire più grande di ff di un fattore 2π2\pi, e 600π1885600\pi \approx 1885 è molto più di 300300 ✓. Se avessi scritto f=600πf = 600\pi moltiplicando invece di dividere, avrei ottenuto una frequenza di 18851885 Hz da una pulsazione più piccola: impossibile.

Il secondo, sul periodo: a 300300 Hz stanno 300 oscillazioni in un secondo, quindi ognuna dura molto meno di un secondo — 3,33 ms sta in piedi. Un periodo di 300 s sarebbe stato il reciproco preso al contrario.

Il terzo, sul punto 3: le due scritture devono dare lo stesso numero in un istante qualsiasi, non solo a t=0t=0 dove valgono entrambe zero. A un quarto di periodo, t=T/4t = T/4, l’argomento 600πt600\pi t vale π/2\pi/2: la prima forma dà 4sin(3π/2)=44\sin(3\pi/2) = -4, la seconda 4sin(π/2)=4-4\sin(\pi/2) = -4 ✓. Verificare solo a t=0t = 0 non avrebbe distinto le due dalla forma sbagliata +4sin(600πt)+4\sin(600\pi t), che a t=0t=0 fa zero anche lei.