filoconduttore

I numeri complessi: forma algebrica

Superiori β€” triennioAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Equazioni di secondo grado, I prodotti notevoli, I radicali

Fino a qui, davanti a x2=βˆ’1x^2 = -1 la risposta era β€œimpossibile”: nessun numero reale, elevato al quadrato, dΓ  un negativo. I numeri complessi nascono dalla decisione opposta β€” dare un nome a quella soluzione e vedere che cosa succede. Quello che succede Γ¨ che l’algebra funziona meglio di prima: nessuna equazione di secondo grado resta senza soluzioni. Il caso Ξ”<0\Delta < 0, che finora si chiudeva con β€œimpossibile”, ne acquista due; quello con Ξ”=0\Delta = 0 continua ad avere la sua unica soluzione doppia.

Il caso

x2+4x+13=0Ξ”=16βˆ’52=βˆ’36x^2 + 4x + 13 = 0 \qquad \Delta = 16 - 52 = -36

Con il discriminante negativo l’esercizio finiva lΓ¬. Ora invece si chiama ii il numero il cui quadrato vale βˆ’1-1, e βˆ’36\sqrt{-36} diventa scrivibile:

βˆ’36=36β‹…(βˆ’1)=6i\sqrt{-36} = \sqrt{36 \cdot (-1)} = 6i x=βˆ’4Β±6i2=βˆ’2Β±3ix = \frac{-4 \pm 6i}{2} = -2 \pm 3i

Due soluzioni, una lo specchio dell’altra β€” stessa parte reale, parti immaginarie opposte. La coppia ha un nome, coniugate, che arriva piΓΉ avanti. Nessuna magia: solo un simbolo in piΓΉ.

La regola

i=βˆ’1⟹i2=βˆ’1i = \sqrt{-1} \qquad\Longrightarrow\qquad i^2 = -1

Con i radicandi negativi la regola mβ‹…n=m n\sqrt{m}\cdot\sqrt{n} = \sqrt{m\,n} smette di valere.

βˆ’4β‹…βˆ’9=(2i)(3i)=6i2=βˆ’6⏟correttoβ‰ βˆ’4β‹…βˆ’9=36=6⏟sbagliato\underbrace{\sqrt{-4}\cdot\sqrt{-9} = (2i)(3i) = 6i^2 = -6}_{\text{corretto}} \qquad\neq\qquad \underbrace{\sqrt{-4}\cdot\sqrt{-9} = \sqrt{36} = 6}_{\text{sbagliato}}

La scomposizione βˆ’36=36β‹…(βˆ’1)=6i\sqrt{-36} = \sqrt{36\cdot(-1)} = 6i usata nel caso di apertura invece funziona β€” e la differenza Γ¨ precisa: m n=mn\sqrt{m}\,\sqrt{n} = \sqrt{mn} salta solo quando entrambi i radicandi sono negativi. Con uno solo negativo regge (36βˆ’1=6i\sqrt{36}\sqrt{-1} = 6i, ed Γ¨ proprio βˆ’36\sqrt{-36}).

Nel dubbio la mossa sicura è una sola: prima si tira fuori la ii da ciascuna radice, poi si moltiplica. Così il caso che rompe non si presenta nemmeno.

Un numero complesso si scrive in forma algebrica (o binomia) come

z=a+iba=Re⁑(z),b=Im⁑(z)z = a + ib \qquad a = \operatorname{Re}(z),\quad b = \operatorname{Im}(z)

La parte immaginaria Γ¨ il coefficiente della ii, non il termine con la ii dentro.

z=5+4iIm⁑(z)=4⏟giustoβ‰ Im⁑(z)=4i⏟sbagliatoz = 5 + 4i \qquad \underbrace{\operatorname{Im}(z) = 4}_{\text{giusto}} \qquad\neq\qquad \underbrace{\operatorname{Im}(z) = 4i}_{\text{sbagliato}}

Re⁑(z)\operatorname{Re}(z) e Im⁑(z)\operatorname{Im}(z) sono due numeri reali. È una distinzione che sembra pedante finchΓ© non si arriva al modulo, dove sotto radice va b2b^2 e non (ib)2(ib)^2 β€” che avrebbe segno opposto.

I reali non spariscono: sono i complessi con parte immaginaria nulla, cioΓ¨ RβŠ‚C\mathbb{R} \subset \mathbb{C}.

Il piano di Gauss

Il piano complesso: z rappresentato come vettore con parte reale sull'asse orizzontale e parte immaginaria su quello verticale, con il coniugato riflesso sotto l'asse reale

PoichΓ© servono due numeri reali per individuare zz, un complesso si disegna come punto (o vettore) del piano: aa sull’asse orizzontale (asse reale), bb su quello verticale (asse immaginario).

Questa lettura non Γ¨ decorativa: rende visibili il modulo (la lunghezza) e il coniugato (il riflesso), e nella lezione successiva diventa il modo normale di lavorare.

Le operazioni

Somma e sottrazione: parte reale con parte reale, immaginaria con immaginaria.

(3+2i)+(1βˆ’5i)=4βˆ’3i(3 + 2i) + (1 - 5i) = 4 - 3i

Prodotto: si moltiplica come un binomio, e alla fine si usa i2=βˆ’1i^2 = -1.

(3+2i)(1βˆ’5i)=3βˆ’15i+2iβˆ’10i2βŸβˆ’1=3βˆ’13i+10=13βˆ’13i(3+2i)(1-5i) = 3 - 15i + 2i - 10\underbrace{i^2}_{-1} = 3 - 13i + 10 = 13 - 13i

Utile conoscere il ciclo delle potenze di ii, che si ripete di quattro in quattro:

i0=1i1=ii2=βˆ’1i3=βˆ’ii4=1i^0 = 1 \qquad i^1 = i \qquad i^2 = -1 \qquad i^3 = -i \qquad i^4 = 1

Il coniugato: la chiave della divisione

Il coniugato di z=a+ibz = a+ib Γ¨ zΛ‰=aβˆ’ib\bar{z} = a - ib: stessa parte reale, parte immaginaria opposta. Il fatto che lo rende utile Γ¨ questo:

z zΛ‰=(a+ib)(aβˆ’ib)=a2βˆ’i2b2=a2+b2z\,\bar{z} = (a+ib)(a-ib) = a^2 - i^2b^2 = a^2 + b^2

È la somma per differenza di sempre β€” con una variazione: dove ci si aspetta βˆ’b2-b^2 compare +b2+b^2, perchΓ© βˆ’i2=+1-i^2 = +1. Il risultato Γ¨ reale e non negativo β€” ed Γ¨ nullo solo per z=0z = 0, visto che a2+b2=0a^2+b^2=0 con aa e bb reali obbliga entrambi a essere nulli. È il quadrato del modulo:

∣z∣=a2+b2⟹z zΛ‰=∣z∣2\lvert z \rvert = \sqrt{a^2 + b^2} \qquad\Longrightarrow\qquad z\,\bar{z} = \lvert z\rvert^2

Da qui la divisione. Una frazione con la ii al denominatore non Γ¨ in forma algebrica: per scriverla come a+iba + ib si moltiplica sopra e sotto per il coniugato del denominatore, che Γ¨ la razionalizzazione giΓ  vista con i radicali.

2+3i2βˆ’3i=(2+3i)(2βˆ’3i)β‹…(2+3i)(2+3i)=4+12i+9i24+9⏟22+32=βˆ’5+12i13=βˆ’513+1213 i\frac{2+3i}{2-3i} = \frac{(2+3i)}{(2-3i)}\cdot\frac{(2+3i)}{(2+3i)} = \frac{4 + 12i + 9i^2}{\underbrace{4 + 9}_{2^2+3^2}} = \frac{-5 + 12i}{13} = -\frac{5}{13} + \frac{12}{13}\,i

Dividere per un complesso significa togliere la ii dal denominatore. Il coniugato serve a questo, e funziona per ogni denominatore z≠0z \neq 0: il prodotto zzˉ=a2+b2z\bar{z} = a^2+b^2 è reale e — se zz non è nullo — strettamente positivo, quindi ci si può dividere.

Nei corsi di elettrotecnica lo stesso numero si scrive con la lettera jj invece di ii (z=a+jbz = a + jb), perché la ii è già presa dalla corrente. È solo un cambio di nome: le regole non cambiano di una virgola.

Esercizio.

  1. Calcola (4βˆ’i)+(2+6i)(4 - i) + (2 + 6i) e (4βˆ’i)βˆ’(2+6i)(4-i) - (2+6i).
  2. Calcola (2+3i)(1βˆ’i)(2 + 3i)(1 - i).
  3. Calcola ∣5+12i∣\lvert 5 + 12i \rvert.
  4. Scrivi in forma algebrica 1+i2βˆ’i\dfrac{1+i}{2-i}.
  5. Risolvi x2βˆ’2x+5=0x^2 - 2x + 5 = 0.
Mostra la soluzione

1. Componente per componente:

(4βˆ’i)+(2+6i)=6+5i(4βˆ’i)βˆ’(2+6i)=2βˆ’7i(4-i) + (2+6i) = 6 + 5i \qquad (4-i) - (2+6i) = 2 - 7i

2. Come un prodotto di binomi, poi i2=βˆ’1i^2 = -1:

(2+3i)(1βˆ’i)=2βˆ’2i+3iβˆ’3i2=2+i+3=5+i(2+3i)(1-i) = 2 - 2i + 3i - 3i^2 = 2 + i + 3 = 5 + i

3. Modulo:

∣5+12i∣=25+144=169=13\lvert 5 + 12i\rvert = \sqrt{25 + 144} = \sqrt{169} = 13

4. Si moltiplica per il coniugato del denominatore, cioè 2+i2+i:

1+i2βˆ’iβ‹…2+i2+i=2+i+2i+i24+1=1+3i5=15+35 i\frac{1+i}{2-i}\cdot\frac{2+i}{2+i} = \frac{2 + i + 2i + i^2}{4 + 1} = \frac{1 + 3i}{5} = \frac{1}{5} + \frac{3}{5}\,i

5. Discriminante negativo:

Ξ”=4βˆ’20=βˆ’16βˆ’16=4i\Delta = 4 - 20 = -16 \qquad \sqrt{-16} = 4i x=2Β±4i2=1Β±2ix = \frac{2 \pm 4i}{2} = 1 \pm 2i

Verifica. Le soluzioni di un’equazione a coefficienti reali con Ξ”<0\Delta < 0 sono sempre coniugate, e per la somma e il prodotto delle radici devono dare x1+x2=βˆ’ba=2x_1 + x_2 = -\frac{b}{a} = 2 βœ“ e x1x2=ca=5x_1 x_2 = \frac{c}{a} = 5: infatti (1+2i)(1βˆ’2i)=1+4=5(1+2i)(1-2i) = 1 + 4 = 5 βœ“. Se ti escono due soluzioni non coniugate, l’errore Γ¨ nel segno sotto radice.