Fino a qui, davanti a x2=β1 la risposta era βimpossibileβ: nessun numero reale, elevato al
quadrato, dΓ un negativo. I numeri complessi nascono dalla decisione opposta β dare un nome a
quella soluzione e vedere che cosa succede. Quello che succede Γ¨ che lβalgebra funziona meglio
di prima: nessuna equazione di secondo grado resta senza soluzioni. Il caso Ξ<0,
che finora si chiudeva con βimpossibileβ, ne acquista due; quello con
Ξ=0 continua ad avere
la sua unica soluzione doppia.
Il caso
x2+4x+13=0Ξ=16β52=β36
Con il discriminante negativo lβesercizio finiva lΓ¬. Ora invece si chiama i il numero il cui
quadrato vale β1, e β36β diventa scrivibile:
β36β=36β (β1)β=6ix=2β4Β±6iβ=β2Β±3i
Due soluzioni, una lo specchio dellβaltra β stessa parte reale, parti immaginarie opposte. La
coppia ha un nome, coniugate, che arriva piΓΉ avanti. Nessuna magia: solo un simbolo in piΓΉ.
La regola
i=β1ββΉi2=β1
Con i radicandi negativi la regola mββ nβ=mnβ smette di valere.
La scomposizione β36β=36β (β1)β=6i usata nel caso di apertura invece
funziona β e la differenza Γ¨ precisa: mβnβ=mnβ salta solo quando
entrambi i radicandi sono negativi. Con uno solo negativo regge (36ββ1β=6i, ed Γ¨
proprio β36β).
Nel dubbio la mossa sicura Γ¨ una sola: prima si tira fuori la i da ciascuna radice, poi
si moltiplica. Così il caso che rompe non si presenta nemmeno.
Un numero complesso si scrive in forma algebrica (o binomia) come
z=a+iba=Re(z),b=Im(z)
La parte immaginaria Γ¨ il coefficiente della i, non il termine con la i dentro.
Questa lettura non Γ¨ decorativa: rende visibili il modulo (la lunghezza) e il coniugato (il
riflesso), e nella lezione successiva diventa il modo normale di lavorare.
Le operazioni
Somma e sottrazione: parte reale con parte reale, immaginaria con immaginaria.
(3+2i)+(1β5i)=4β3i
Prodotto: si moltiplica come un binomio, e alla fine si usa i2=β1.
Da qui la divisione. Una frazione con la i al denominatore non Γ¨ in forma algebrica: per
scriverla come a+ib si moltiplica sopra e sotto per il coniugato del denominatore, che Γ¨
la razionalizzazione giΓ vista con i radicali.
Dividere per un complesso significa togliere la i dal denominatore. Il coniugato serve a
questo, e funziona per ogni denominatore zξ =0: il prodotto zzΛ=a2+b2 Γ¨ reale e β
se z non Γ¨ nullo β strettamente positivo, quindi ci si puΓ² dividere.
Verifica. Le soluzioni di unβequazione a coefficienti reali con Ξ<0 sono sempre
coniugate, e per la somma e il prodotto delle radici devono dare
x1β+x2β=βabβ=2 β e x1βx2β=acβ=5: infatti
(1+2i)(1β2i)=1+4=5 β. Se ti escono due soluzioni non coniugate, lβerrore Γ¨ nel segno
sotto radice.