L'integrale definito e le aree
Prerequisiti: L'integrale indefinito, Funzioni: dominio, zeri e segno, Continuità e punti di discontinuità
L’integrale indefinito restituisce una famiglia di funzioni. L’integrale definito restituisce un numero, e quel numero misura l’area fra il grafico e l’asse fra due estremi.
La sorpresa dell’analisi è che le due cose siano collegate: per calcolare un’area basta conoscere una primitiva.
Il caso
Quanto vale l’area sotto la parabola fra e ? Non è un triangolo, non è un trapezio: nessuna formula di geometria la dà. Ma una primitiva di è , e
La regola
Si chiama formula di Newton-Leibniz ed è tutto il procedimento: trova una primitiva, valutala in , valutala in , sottrai in quest’ordine.
Nell’integrale definito la costante non si scrive: si cancella da sola.
Non è una dimenticanza tollerata, è un fatto: qualunque primitiva della famiglia dà lo stesso numero. È anche il motivo per cui l’integrale definito è un numero e l’indefinito una funzione — se in un compito ti esce un integrale definito con la dentro, hai saltato la valutazione agli estremi.
L’ipotesi di continuità non è decorativa: se si rompe dentro l’intervallo, la formula produce numeri senza senso.
Un integrale negativo da una funzione sempre positiva: impossibile. Il problema è che esplode in , che sta dentro l’intervallo — lì Newton-Leibniz non è autorizzata. Prima di applicare la formula, controlla che non abbia punti di discontinuità fra e : li sai già trovare.
Un caso completo, con lo schema visto nella lezione precedente:
Con la sostituzione: o cambi gli estremi, o torni alla
La primitiva in è . Da qui ci sono due strade, e vanno tenute separate:
L’errore è mescolare le due strade: primitiva in , estremi in .
Il secondo darebbe invece di . Quando cambi variabile, cambia anche il significato degli estremi: quei numeri erano valori di , non di . Il modo più sicuro di non sbagliare è scrivere gli estremi con il nome della variabile accanto, come sopra.
L’integrale è un’area con segno
Dove è negativa, il contributo all’integrale è negativo. Quindi integrale e area non sono la stessa cosa appena la curva attraversa l’asse.
Con fra e , la funzione è negativa su e positiva su . Con :
Se il testo dice “calcola l’integrale”, si applica la formula e si accetta il segno. Se dice “calcola l’area”, prima si cercano gli zeri di nell’intervallo, poi si spezza l’integrale in quei punti e si sommano i valori assoluti.
Cercare gli zeri costa una riga: il segno della funzione è già lo strumento giusto.
L’area fra due curve
Stessa idea, con la funzione “di sopra” meno quella “di sotto”:
dove e sono le ascisse dei punti d’intersezione, che quindi vanno trovate per prime mettendo a sistema le due curve. Fra e le intersezioni sono e , e fra questi due valori la retta sta sopra:
Fra due intersezioni consecutive la differenza non cambia segno — purché le due funzioni siano continue lì in mezzo, che è la stessa ipotesi del teorema fondamentale. Con una discontinuità fra le due intersezioni la garanzia salta: e si incontrano in e , ma fra i due punti la differenza cambia segno attraversando l’asintoto. È il motivo per cui conviene disegnare le due curve prima di integrare, anche in brutta.
Se le intersezioni sono più di due, la mossa è la stessa già vista con l’asse : spezza l’integrale a ogni intersezione intermedia e somma i valori assoluti. Con e le intersezioni sono tre (, , ): integrare tutto d’un fiato da a dà , perché i due pezzi uguali e opposti si cancellano — l’area vera è .
Non è vero che a ogni incrocio le curve si scambiano il posto. Succede quando si attraversano davvero, non quando si toccano: e si incontrano in , , , ma resta su tutto — in le curve si sfiorano e la parabola resta sopra da entrambe le parti.
Spezzare a ogni intersezione funziona lo stesso (un pezzo darà semplicemente contributo dello stesso segno degli altri), quindi la ricetta non cambia. Cambia il motivo per cui la si applica: non «perché si scambiano», ma perché potrebbero — e stabilirlo caso per caso costa più che spezzare e prendere i valori assoluti.
Esercizio.
- Calcola l’area della regione racchiusa fra la parabola e l’asse .
- Calcola l’area della regione compresa fra e .
Mostra la soluzione
1. Primitiva :
2. Primitiva , e su l’argomento è positivo:
3. Schema con e , già presente:
4. Prima gli zeri: dà . Fra e la parabola sta sopra l’asse, quindi l’integrale è già l’area:
5. Prima le intersezioni: dà e . Fra e la retta sta sopra la parabola (in : ), quindi si integra retta meno parabola:
Verifica. Il punto 4 si controlla con un confronto grosso: la regione è contenuta nel rettangolo di base e altezza , cioè area , e ne occupa esattamente due terzi — ✓. Non è un caso: il segmento di parabola vale sempre due terzi del rettangolo che lo racchiude, ed è un risultato che si deve ad Archimede. Un risultato maggiore di , o negativo, sarebbe stato da riguardare senza nemmeno rifare i conti.