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I teoremi di Rolle e Lagrange

Superiori — triennioAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Le derivate, Continuità e punti di discontinuità

Fin qui la derivata è stata uno strumento di calcolo: si applica una regola e si ottiene un’altra funzione. Questi due teoremi fanno il passo che serve davvero, cioè collegano la derivata a quello che la funzione fa — e sono il motivo per cui, nello studio di funzione, dal segno di ff' si può dedurre la crescenza.

Sono anche i primi enunciati in cui le ipotesi contano più della tesi: togline una e il teorema è falso, con controesempi che stanno in due righe.

Il caso

f(x)=x42x2nell’intervallo [1,1]f(x) = x^4 - 2x^2 \qquad \text{nell'intervallo } [-1,\,1]

È un polinomio, quindi continuo e derivabile ovunque. E agli estremi vale lo stesso numero:

f(1)=12=1f(1)=12=1f(-1) = 1 - 2 = -1 \qquad f(1) = 1 - 2 = -1

Se una funzione parte e arriva alla stessa quota, da qualche parte in mezzo deve aver smesso di salire o di scendere: c’è un punto in cui la tangente è orizzontale. Trovarlo è un conto:

f(x)=4x34x=4x(x21)=0x=0,x=1,x=1f'(x) = 4x^3 - 4x = 4x\,(x^2-1) = 0 \qquad\Longrightarrow\qquad x = 0,\quad x = 1,\quad x = -1

Tre valori, ma uno solo è la risposta: ±1\pm 1 sono gli estremi, e il teorema garantisce un punto interno. Il punto cercato è c=0c = 0.

Il teorema di Rolle

Se ff è

  1. continua in [a,b][a,b] — estremi inclusi;
  2. derivabile in ]a,b[\,]a,b[\, — estremi esclusi;
  3. tale che f(a)=f(b)f(a) = f(b);

allora esiste almeno un c]a,b[c \in \,]a,b[\, tale che

f(c)=0f'(c) = 0

Due grafici affiancati: in Rolle la corda che unisce gli estremi è orizzontale e in un punto interno la tangente è orizzontale; in Lagrange la corda è inclinata e la tangente in c è parallela ad essa

Tre osservazioni sull’enunciato, tutte e tre oggetto di domanda all’orale.

“Almeno un cc”, non “un solo cc”. I punti a tangente orizzontale possono essere parecchi: il teorema garantisce l’esistenza, non l’unicità.

Gli intervalli sono diversi apposta. La continuità si chiede su [a,b][a,b] chiuso, perché serve anche agli estremi; la derivabilità su ]a,b[\,]a,b[\, aperto, perché agli estremi non servirebbe a nulla e la si chiederebbe per niente.

Il teorema non dice come trovare cc. Dice che esiste. Per trovarlo si risolve f(x)=0f'(x) = 0 — ed è lì che bisogna ricordarsi di buttare via le soluzioni che cadono sugli estremi.

Le tre ipotesi non sono decorazioni: senza una qualsiasi il teorema è falso.

f(x)=x  in [1,1]f(1)=f(1)=1, ma non derivabile in 0f(x)=x42x2  in [1,1]tutte e tre le ipotesi\underbrace{f(x) = \lvert x \rvert \ \text{ in } [-1,1]}_{f(-1)=f(1)=1,\ \text{ma non derivabile in } 0} \qquad\neq\qquad \underbrace{f(x) = x^4-2x^2 \ \text{ in } [-1,1]}_{\text{tutte e tre le ipotesi}}

Il modulo è continuo, vale 11 a entrambi gli estremi, e non ha nessun punto a tangente orizzontale: la sua derivata vale 1-1 a sinistra e +1+1 a destra, mai zero. Manca la derivabilità in un solo punto, e la tesi crolla.

Stessa cosa dall’altro lato: f(x)=xf(x) = x su [0,1)[0,1) con f(1)=0f(1) = 0 soddisfa f(0)=f(1)=0f(0)=f(1)=0 ed è derivabile all’interno, ma non è continua in 11 — e anche qui ff' non si annulla mai.

Attenzione però al verso: le ipotesi sono sufficienti, non necessarie. Se cadono, il teorema non garantisce più niente — ma il punto cc può esistere lo stesso. f(x)=x3xf(x) = x^3 - x su [0,2][0,2] non ha f(a)=f(b)f(a) = f(b), eppure f(x)=3x21f'(x) = 3x^2 - 1 si annulla in x=13x = \tfrac{1}{\sqrt{3}}, che è interno. «Cade un’ipotesi» autorizza a dire “Rolle non si applica”, mai “il punto non esiste”.

Il teorema di Lagrange

È Rolle inclinato: si toglie l’ipotesi f(a)=f(b)f(a)=f(b), e al posto della tangente orizzontale compare una tangente parallela alla corda.

Se ff è continua in [a,b][a,b] e derivabile in ]a,b[\,]a,b[\,, allora esiste c]a,b[c \in\,]a,b[\, tale che

f(b)f(a)ba=f(c)\frac{f(b) - f(a)}{b - a} = f'(c)

A sinistra c’è la pendenza della corda che unisce i due estremi del grafico; a destra la pendenza della tangente in cc. Detto con le parole di un viaggio: se hai percorso 180180 km in 22 ore, la tua velocità media è stata 9090 km/h, e in almeno un istante il tuo tachimetro segnava esattamente 9090.

Da dove viene: si costruisce Rolle

La dimostrazione è un’idea sola — raddrizzare la corda — e vale la pena vederla, perché è il modello di mezza analisi.

Si prende ff e le si sottrae una retta di coefficiente angolare kk ancora da scegliere:

F(x)=f(x)kxF(x) = f(x) - kx

FF è continua e derivabile esattamente dove lo è ff, perché kxkx lo è ovunque. Ora si sceglie kk in modo che FF soddisfi l’ipotesi di Rolle, cioè F(a)=F(b)F(a) = F(b):

f(a)ka=f(b)kbk(ba)=f(b)f(a)k=f(b)f(a)ba\begin{gathered} f(a) - ka = f(b) - kb \qquad\Longrightarrow\qquad k\,(b-a) = f(b)-f(a) \\[6pt] \Longrightarrow\qquad k = \frac{f(b)-f(a)}{b-a} \end{gathered}

Con questo kk, Rolle si applica a FF e dà un cc interno con F(c)=0F'(c) = 0. Ma

F(x)=f(x)kf(c)k=0f(c)=k=f(b)f(a)ba\begin{gathered} F'(x) = f'(x) - k \qquad\Longrightarrow\qquad f'(c) - k = 0 \\[6pt] \Longrightarrow\qquad f'(c) = k = \frac{f(b)-f(a)}{b-a} \end{gathered}

che è la tesi. Rolle non è un caso particolare di Lagrange da imparare a parte: è il mattone con cui Lagrange è costruito.

Il ponte verso lo studio di funzione

L’apertura prometteva che questi teoremi sono il motivo per cui dal segno di ff' si legge la crescenza. Il ponte è Lagrange, applicato a due punti qualsiasi x1<x2x_1 < x_2 di un intervallo dove f>0f' > 0:

f(x2)f(x1)=f(c)(x2x1)f(x_2) - f(x_1) = f'(c)\,(x_2 - x_1)

A destra ci sono due fattori positivi — f(c)>0f'(c) > 0 per ipotesi, x2x1>0x_2 - x_1 > 0 perché i punti sono in ordine — quindi f(x2)>f(x1)f(x_2) > f(x_1): la funzione cresce. Con f<0f' < 0 lo stesso conto dà la decrescenza. È il criterio che lo studio di funzione usa a ogni esercizio: adesso sai da dove viene.

Rolle e Lagrange dicono la stessa cosa: fra due punti del grafico esiste un punto interno dove la tangente è parallela alla corda. In Rolle la corda è orizzontale, quindi lo è anche la tangente ed è per questo che la tesi si scrive f(c)=0f'(c)=0.

Se ricordi il disegno non hai bisogno di ricordare le formule: l’enunciato si riscrive guardandolo.

Esercizio.

  1. Verifica che f(x)=x24xf(x) = x^2 - 4x soddisfa le ipotesi di Rolle in [0,4][0,4] e trova cc.
  2. Applica Lagrange a f(x)=x2f(x) = x^2 in [1,3][1,3] e trova cc.
  3. Il teorema di Rolle è applicabile a f(x)=x23f(x) = \sqrt[3]{x^2} in [1,1][-1,1]? Motiva.
  4. Una funzione continua e derivabile ha f(2)=5f(2) = 5 e f(6)=13f(6) = 13. Cosa si può affermare con certezza sulla sua derivata?
Mostra la soluzione

1. È un polinomio: continuo in [0,4][0,4] e derivabile in ]0,4[\,]0,4[\,. Agli estremi:

f(0)=0f(4)=1616=0f(0) = 0 \qquad f(4) = 16 - 16 = 0

Le tre ipotesi valgono. Allora:

f(x)=2x4=0c=2f'(x) = 2x - 4 = 0 \qquad\Longrightarrow\qquad c = 2

ed è interno all’intervallo ✓. È il vertice della parabola, come deve essere.

2. ff è un polinomio, quindi le ipotesi valgono.

f(3)f(1)31=912=4f(x)=2x2c=4c=2\frac{f(3)-f(1)}{3-1} = \frac{9-1}{2} = 4 \qquad f'(x) = 2x \qquad\Longrightarrow\qquad 2c = 4 \qquad c = 2

3. No. f(x)=x23=x2/3f(x) = \sqrt[3]{x^2} = x^{2/3} è continua in [1,1][-1,1] e vale 11 a entrambi gli estremi, ma

f(x)=23x1/3=23x3f'(x) = \frac{2}{3}x^{-1/3} = \frac{2}{3\sqrt[3]{x}}

non esiste in x=0x = 0 — è una cuspide. Manca la derivabilità su tutto l’intervallo aperto: Rolle non è applicabile, cioè l’esistenza di cc non è più garantita. In questo caso effettivamente ff' non si annulla mai (il grafico ha un minimo a punta, non a tangente orizzontale) — ma è un fatto di questa funzione, non una conseguenza automatica: le ipotesi sono sufficienti, non necessarie.

4. Per Lagrange esiste almeno un c]2,6[c \in\,]2,6[\, con

f(c)=13562=2f'(c) = \frac{13-5}{6-2} = 2

Si può affermare questo e non di più: non che la derivata valga sempre 22, non che cc sia unico, e nemmeno dove si trovi.

Verifica. Il controllo da fare sempre è che cc sia interno. Nel punto 1, se avessi trovato c=0c=0 o c=4c=4 la risposta sarebbe stata da rigettare, non da scrivere: il teorema promette un punto dentro, e una soluzione sull’estremo significa che qualcosa nei conti non torna — o che le ipotesi non erano soddisfatte davvero.