filoconduttore

Gradi e radianti

Superiori — triennioAggiornata: 11 agosto 2026

Prerequisiti: Il piano cartesiano

I gradi si usano da quattromila anni e funzionano benissimo per dire dove punta una bussola. Ma appena un angolo entra dentro una formula insieme a un tempo o a una lunghezza, i gradi smettono di andare bene — e serve un’altra unità.

Il caso

Un segnale sinusoidale — una tensione alternata, un suono, un’onda radio — si scrive così:

s(t)=Asin(2πft+φ)s(t) = A\,\sin(2\pi f\,t + \varphi)

Il seno lo incontrerai nella prossima lezione — per ora basta sapere che è una funzione che dentro la parentesi vuole un angolo. Guarda cosa c’è dentro: una frequenza ff in hertz moltiplicata per un tempo tt in secondi. Hertz per secondi fa un numero puro, senza unità. Poi ci si somma φ\varphi.

Perché quella somma abbia senso, anche φ\varphi deve essere un numero puro. E “45 gradi” non lo è: il grado è un’unità di misura arbitraria, un 1360\tfrac{1}{360} di giro deciso dai babilonesi. Serve un modo di misurare gli angoli che produca numeri puri.

La regola

Il radiante misura un angolo con il rapporto fra l’arco che sottende e il raggio:

θ=arcoraggio\theta = \frac{\text{arco}}{\text{raggio}}

Due circonferenze a confronto: a sinistra un angolo che sottende un arco lungo quanto il raggio, pari a un radiante; a destra mezzo giro, con arco lungo pi greco per il raggio

È un rapporto fra due lunghezze, quindi i metri si semplificano: il radiante è un numero puro. Un angolo di 1 rad è quello che stacca un arco lungo esattamente quanto il raggio.

Da qui viene tutto il resto. Un giro completo ha arco 2πr2\pi r, quindi

θgiro=2πrr=2π rad=360°\theta_{\text{giro}} = \frac{2\pi r}{r} = 2\pi \ \text{rad} = 360°

e mezzo giro, che è il valore da tenere a mente:

π rad=180°\pi\ \text{rad} = 180°

Non c’è nient’altro da memorizzare. Ogni altra conversione si ricava da questa.

La conversione, con una proporzione sola

L’errore è imparare due formule e poi non ricordare quale si moltiplica e quale si divide. Non servono: da π=180°\pi = 180° esce una proporzione, e la proporzione si legge nei due versi.

radiantiπ=gradi180\frac{\text{radianti}}{\pi} = \frac{\text{gradi}}{180}

Da lì, isolando quello che serve:

gradi=radianti180πradianti=gradiπ180\begin{aligned} \text{gradi} &= \text{radianti} \cdot \frac{180}{\pi} \\ \text{radianti} &= \text{gradi} \cdot \frac{\pi}{180} \end{aligned}

Un modo di controllare senza ricordare niente: π3,14\pi \approx 3{,}14 è un numero piccolo, 180 è un numero grande. Se stai passando ai gradi il risultato deve crescere, se stai passando ai radianti deve rimpicciolire. Se ti viene il contrario hai girato la frazione.

Gli angoli notevoli

Questi conviene riconoscerli a vista, perché tornano in ogni esercizio:

gradiradiantigradiradianti
0°0090°90°π2\dfrac{\pi}{2}
30°30°π6\dfrac{\pi}{6}180°180°π\pi
45°45°π4\dfrac{\pi}{4}270°270°3π2\dfrac{3\pi}{2}
60°60°π3\dfrac{\pi}{3}360°360°2π2\pi

Lo schema si vede a occhio: più il denominatore è grande, più l’angolo è piccolo — π/6\pi/6 è la sesta parte di mezzo giro, cioè 30°30°.

Due cose diverse che si scrivono quasi uguali:

π=180°maπ3,14\pi = 180° \qquad\text{ma}\qquad \pi \approx 3{,}14

Non è una contraddizione: il numero π\pi vale 3,143{,}14\ldots, e quel numero di radianti è un angolo di 180°180°. Scrivere «π=3,14\pi = 3{,}14 gradi» è l’errore.

Il modo in cui si manifesta è quasi sempre lo stesso: la calcolatrice in modalità sbagliata. Con DEG attivo, sin(π)\sin(\pi) non dà 0 ma 0,05480{,}0548, perché sta calcolando il seno di 3,14 gradi. Se un risultato goniometrico è assurdo, prima di rifare i conti guarda DEG/RAD.

Perché la goniometria lavora in radianti

C’è un motivo più profondo del “sono numeri puri”, e si vede più avanti: con gli angoli in radianti la derivata di sinx\sin x è esattamente cosx\cos x. In gradi non lo è — salta fuori un fattore π/180\pi/180 che si trascina in ogni formula. Tutta l’analisi che tocca seno e coseno funziona pulita solo in radianti, ed è per questo che dalle funzioni goniometriche in poi i gradi spariscono quasi del tutto.

Esercizio.

  1. Il segnale del caso iniziale ha fase φ=45°\varphi = 45°: convertila in radianti, come la formula richiede.
  2. Converti in radianti: 120°120° e 270°270°.
  3. Converti in gradi: π6\dfrac{\pi}{6}, 5π4\dfrac{5\pi}{4} e 22 rad.
Mostra la soluzione

1. La fase va convertita perché dentro il seno sta insieme a 2πft2\pi f t, che è un numero puro:

φ=45°π180=45π180=π4\varphi = 45° \cdot \frac{\pi}{180} = \frac{45\pi}{180} = \frac{\pi}{4}

Verifica — un controllo che può davvero fallire, non una formalità: 45°45° è un ottavo di giro, e un ottavo di 2π2\pi è π/4\pi/4. Torna. Se avessi moltiplicato per 180/π180/\pi invece che per π/180\pi/180 avrei ottenuto 2578\approx 2578, che non è la frazione di giro di nessun angolo ragionevole — l’errore si sarebbe visto subito.

2.

120°π180=2π3270°π180=3π2120° \cdot \frac{\pi}{180} = \frac{2\pi}{3} \qquad\qquad 270° \cdot \frac{\pi}{180} = \frac{3\pi}{2}

Il secondo è in tabella: tre quarti di giro. Il primo si controlla con la frazione di giro: 120°120° è un terzo di giro, e un terzo di 2π2\pi è proprio 2π3\frac{2\pi}{3}.

3.

π6=30°5π4180π=225°2180π114,6°\frac{\pi}{6} = 30° \qquad\qquad \frac{5\pi}{4} \cdot \frac{180}{\pi} = 225° \qquad\qquad 2 \cdot \frac{180}{\pi} \approx 114{,}6°

Il primo è in tabella. Per gli altri due, il controllo “piccolo/grande”: passando ai gradi il numero deve crescere, e cresce (5π/43,932255\pi/4 \approx 3{,}93 \to 225; 2114,62 \to 114{,}6). In più, 22 rad è circa due terzi di π\pi, quindi deve stare attorno ai due terzi di 180°180°: vicino a 120°120°, e 114,6°114{,}6° ci sta.