Equazioni fratte
Prerequisiti: Equazioni di primo grado, Scomposizione: raccoglimento e differenza di quadrati
Un’equazione è fratta quando l’incognita compare al denominatore. Non basta che ci sia una frazione da qualche parte: conta dove sta la .
A sinistra il denominatore è un numero, e un numero non si annulla mai: quella è una normale equazione di primo grado con una frazione dentro. A destra il denominatore contiene la , e per certi valori potrebbe valere zero — che è il problema.
Perché servono le condizioni di esistenza
Le soluzioni di un’equazione devono appartenere al suo dominio, cioè all’insieme dei valori per cui l’espressione esiste.
Per un polinomio il dominio è tutto : ha senso per qualunque . Ma appena c’è un denominatore con l’incognita bisogna assicurarsi che non si annulli, perché non si può dividere per zero.
Nell’esempio la condizione è , cioè .
Le C.E. si scrivono all’inizio, prima di risolvere — non alla fine per controllare. Sono parte del problema, non una verifica opzionale: definiscono il terreno su cui l’equazione ha senso.
Il procedimento
- Scomponi i denominatori (spesso è l’unico modo per vedere quando si annullano).
- Imponi le C.E.: ogni denominatore .
- Denominatore comune e via i denominatori.
- Risolvi l’equazione che resta.
- Confronta le soluzioni con le C.E.: quelle escluse si scartano.
Esempio:
C.E.: e , cioè e .
Denominatore comune , e riducendo tutto a un’unica frazione uguale a zero si arriva a , quindi .
Il valore è diverso da e da 1: accettabile.
La scorciatoia della proporzione
Quando l’equazione ha la forma “una frazione uguale a un’altra frazione”, si può moltiplicare in croce:
Vale sempre — purché e siano diversi da zero, che è di nuovo la C.E. La scorciatoia non ti dispensa dal porla.
Il caso che manda in crisi: si risolve tutto correttamente e la soluzione trovata è proprio un valore escluso dalle C.E.
Togliendo i denominatori si ottiene , che le C.E. vietano. Non è un errore di conto: la soluzione va scartata e l’equazione è impossibile, .
Se non avessi imposto le C.E. all’inizio, avresti scritto come risposta — e sarebbe sbagliata, perché per l’equazione di partenza non esiste nemmeno.
Esercizio. Risolvi, ponendo sempre le condizioni di esistenza:
Mostra la soluzione
1. C.E.: . Moltiplico in croce:
Accettabile ().
2. C.E.: . Moltiplico entrambi i membri per :
Accettabile.
3. C.E.: . I due termini uguali si semplificano:
Accettabile ().
4. C.E.: . Stesso denominatore, quindi uguaglio i numeratori:
Ma è escluso dalle C.E.: si scarta. .
Verifica. Sostituisci sempre nell’equazione di partenza. Nel punto 2, con : ✓. Nel punto 4, con ti ritroveresti : la sostituzione stessa mostra perché va scartata.